LA STRATEGIA DEGLI AFFETTI

Valutazione
Futile, velleitario
Tematica
Adolescenza, Famiglia - genitori figli, Lavoro, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Dodo Fiori
Durata
90'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Cinecittà Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Dodo Fiori, Heidrun Schleef, Diego Ribon Dodo Fiori, Heidrun Schleef
Musiche
Emiliano Di Meo, Francesco Valente
Montaggio
Andrea Maguolo, Valentina Girodo

Orig.: Italia (2008) - Sogg.: Dodo Fiori, Heidrun Schleef - Scenegg.: Dodo Fiori, Heidrun Schleef, Diego Ribon - Fotogr.(Scope/a colori): Pierluigi Piredda - Mus.: Emiliano Di Meo, Francesco Valente - Montagg.: Andrea Maguolo, Valentina Girodo - Dur.: 90' - Produz.: Dodo Fiori e Claudio Noce per DNA Cinematografica in collaborazione con RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Paolo Sassanelli (Paolo), Marta Iacopini (Carla), Nina Torresi (Nina), Davide Nebbia (Matteo), Joe Capalbo (Diego), Dino Abbrescia (Mario), Lucia Modugno (Rita), Remo Remotti (Goffredo)

Soggetto

A Roma Paolo, architetto cinquantenne, decide di ospitare in casa Nina, la giovane figlia di Diego, un vecchio amico reincontrato per caso dopo anni e ricoverato in ospedale per un incidente. Questa presenza comincia a disturbare Matteo, il figlio 15enne di Paolo e Carla, un adolescente con difficoltà di crescita. Molto tempo prima Diego era stato in carcere, autoaccusatosi per coprire i problemi amministrativi di Paolo e di suo fratello Mario. Scoperto mentre si intratteneva con un'amica, Paolo cerca la complicità del figlio e lo incita a tentare un approccio con Nina. La mattina seguente, Diego, guarito, esce dall'ospedale e arriva a riprendersi la figlia.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un storia che, fin dal titolo, vorrebbe fare il punto su una strategia di affetti familiari che appare impossibile da affrontare in comune e che ognuno gestisce a modo proprio. A fronte di una materia seria e complessa, il copione ben presto si sfilaccia, perdendo di vista la necessità di costruire coerenti profili drammatici dei vari personaggi. Tutto resta un po' alla superficie degli eventi raccontati, dai rapporti di coppia, a quelli genitori/figli, a quello tra padrone e dipendente abbandonato a se stesso. La regia non riesce a far scattare la necessaria complicità psicologica. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come futile e nell'insieme velleitario.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo conto dei limiti sopra espressi. Attenzione é da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di DVD e di altri supporti tecnici.

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