LA VILLA DEL VENERDÌ

Valutazione
Inaccettabile, Perverso
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Mauro Bolognini
Durata
99'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
LA VILLA DEL VENERDÌ
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Sergio Barzini tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia
Musiche
Ennio Morricone
Montaggio
Sergio Montanari

Sogg.: tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia - Scenegg.: Sergio Barzini - Fotogr.: (panoramica/a colori) Giuseppe Lanci - Mus.: Ennio Morricone - Montagg.: Sergio Montanari - Dur.: 99' - Produz.: Metrofilm, P.A.C. Produzioni Atras Consorziate - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Julian Sands (Stefano), Joanna Pacula (Alina), Tchery Karyo (Paolo), Lara Wendel (Luisa), Marco Di Stefano

Soggetto

il giovane soggettista cinematografico Stefano e sua moglie Alina, che non possono avere figli, si amano sinceramente, ma hanno fatto il patto d'essere una "coppia aperta"; cioè di potersi tradire liberamente. Anche se Stefano ha qualche rapida e occasionale avventura, è soprattutto la donna, irrequieta e insoddisfatta, a cercare altre emozioni, e perciò, divenuta l'amante del musicista Paolo, comunica al marito che ha deciso di dividere la settimana fra lui e l'altro, raggiungendo questi nella sua villa il venerdì, per tornare poi a casa la domenica sera. Pur soffrendo profondamente, Stefano, che ama moltissimo la moglie, accetta la sua decisione, ma da quel momento è tormentato da tutte le pene della gelosia, anche perché, al ritorno, Alina gli racconta, con molti particolari, come si sono svolti i rapporti con l'amante. Una sera Alina torna molto turbata: il suo incontro con Paolo le ha procurato emozioni nuove ed esaltanti, perché l'uomo l'ha picchiata brutalmente (cosa che Stefano non aveva mai fatto) il che ha reso per lei il successivo amplesso più elettrizzante. Stefano è sconvolto: ossessionato dal legame di Alina con Paolo, non riesce più a lavorare, e inutilmente cerca di allacciare a sua volta una relazione con un'amica di famiglia, Luisa. Nessun'altra donna esiste per lui, il suo pensiero fisso è la moglie, che segue di nascosto fino alla villa di Paolo, spiandola dalla finestra. Dopo aver tentato invano di invertire le parti, immaginando d'esser lui l'amante di Alina (e Paolo il marito), arriva addirittura a progettare di uccidere la donna con la pistola, ma poi rinuncia. Intanto Alina, quando il suo rapporto sadomasochista con Paolo è giunto al culmine (tanto che lei ha sul corpo segni di frustate a sangue) capisce improvvisamente che fra lei e l'amante c'è ormai odio, e ne ha paura. Tronca perciò la relazione con Paolo, e torna dal marito, decisa a restare sempre con lui, del quale ora apprezza l'amore.

Valutazione Pastorale

tratto da un'opera di Moravia, questo film risente delle caratteristiche dello scrittore, nelle descrizioni di malsani, e spesso assurdi rapporti amorosi fra i personaggi, che passano da momenti di disinvoltissimi adulteri a brani di violento sadomasochismo. Ma, anche volendo prendere per credibile tale vicenda, e il suo lieto fine, si resta colpiti dalla fastidiosa falsità delle tre figure principali, che sembrano solo manichini: la Pacula (Alina), che si spoglia troppo, ma freddamente; Sands (Stefano), sempre più inespressivo, e incapace di esprimere sia il suo tormento per la gelosia che il suo amore; Karyo (Paolo), pianista violento e fatale. Quanto al regista Bolognini, anche se evita particolari troppo volgari, delude profondamente per la vacuità complessiva del film.

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