LA VITA A MODO MIO *

Valutazione
Discutibile, Scabrosità
Tematica
Anziani
Genere
Commedia
Regia
Robert Benton
Durata
108'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
NOBODY'S FOOL
Distribuzione
Cecchi Gori Group
Soggetto e Sceneggiatura
Robert Benton basato sul romanzo di Richard Russo
Musiche
Howard Shore
Montaggio
John Bloom

Sogg.: basato sul romanzo di Richard Russo - Scenegg.: Robert Benton - Fotogr.: (panoramica/a colori) John Bailey - Mus.: Howard Shore - Montagg.: John Bloom - Dur.: 108' - Produz.: Scott Rudin, Arlene Donovan

Interpreti e ruoli

Paul Newman (Sully), Melanie Griffith (Toby Roebuck), Jessica Tandy (Miss Beryl), Bruce Willis (Carl Roebuck), Gene Saks (Wirf), Dylan Walsh (Peter), Pruitt Taylor Vince (Ruby Squeers), Josef Sommer, Philip Seymour Hoffman, Philip Bosco, Catherine Dent, Alexander Goodwin, Jay Patterson

Soggetto

il sessantenne Sully, inquilino dell'anziana Miss Beryl, è claudicante a causa di un'incidente sul lavoro per il quale è in causa con Carl Roebuck, un individuo che trascura la simpatica moglie Toby, per dedicarsi alla segretaria Ruby Squeers. L'amico avvocato Wirf che lo difende non è riuscito nei suoi intenti: allora per rifarsi delle spese Sully sottrae lo spazzaneve a Carl, che tuttavia riesce a riprenderlo. Mentre, per il giorno del "Ringraziamento", arriva il figlio Peter con la moglie Charlotte e i due nipoti, il turbolento Panzer e il timido Willie, il figlio di Miss Beryl, Clive, bancario, sta cercando fondi per un mega progetto edilizio nella zona. Frattanto Sully, che è un po' il factotum del paese, recuperata Etty (la madre svampita della barista, a passeggio sotto la neve) e dopo aver litigato col poliziotto che vuole multarlo per il fanalino rotto del suo automezzo, offre lavoro a Rub, un tontolone suo amico, ed ingaggia anche il proprio figlio Peter (che non gli perdona di aver abbandonato la famiglia) dopo che questi si è separato dalla moglie. Rub, geloso di Peter, si licenzia ma Sully lo insegue col furgone fin sul marciapiede dove un poliziotto lo ferma, arrivando a sparargli. Sully lo atterra con un pugno e finisce in galera, ma al processo esce perché il poliziotto ha colpito incidentalmente una vecchietta. La fortuna volge dalla sua e "spoglia" letteralmente Carl e Ruby giocando a poker. Irrompe nel locale Toby, che aspetta un bimbo, e propone a Sully di fuggire alle Hawaii con lei, ma l'uomo ha ormai valide ragioni per restare perché ha convinto il figlio a riconciliarsi con la moglie. Rientrato col doberman di Carl (da lui precedentemente addormentato col sonnifero per rubare lo spazzaneve) a casa di Miss Beryl, che ha avuto un piccolo ictus, costei confida a Sully di aver fatto fallire la speculazione del figlio che l'avrebbe privata dell'antica abitazione.

Valutazione Pastorale

domina nel film il personaggio di un vecchio spigoloso e solitario finalmente mosso da un tardivo pentimento a porre riparo ad una vita in perenne fuga dalle proprie responsabilità di padre: vero è che avendo avuto da bambino un padre ubriacone che picchiava la fragile moglie, questi non è cresciuto certo nel culto della famiglia. Ma non è con una serie di bozzetti incastrati in uno stile che più teatrale non si può che il vecchio gigione, che si finge, assai male per la verità, più giovane di dieci anni, riesce a commuovere. L'ultima apparizione di Jessica Tandy è certo motivo di commozione, ma più per la scomparsa di una gloriosa attrice che per il personaggio da lei interpretato. Qualche battuta riuscita affiora qua e là, ma non è sufficiente a dare vigore a questo ritratto di una certa provincia americana. Non mancano poi, accanto alle note positive della recuperata armonia familiare e dell'amicizia tra Sully ed il prossimo (l'amico-nemico Carl compreso), scene, espressioni e situazioni non certo edificanti, che rendono questo film pastoralmente discutibile.

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