LA VITA E’ UN MIRACOLO

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Conflitti etnici, Guerra, Libertà, Musica, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Emir Kusturica
Durata
120'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Francia, Serbia Montenegro
Titolo Originale
Zivot je cudo / La vie est un miracle
Distribuzione
Fandango
Musiche
Dejan Sparavalo, Emir Kusturica
Montaggio
Svetolik Mica Zajc

Orig.: Francia/Serbia Montenegro (2004) - Sogg. e scenegg.: Ranko Bozic, Emir Kusturica - Fotogr.(Panoramica/a colori): Michel Amathieu - Mus.: Dejan Sparavalo, Emir Kusturica - Montagg.: Svetolik Mica Zajc - Dur.: 120' - Produz.: Alain Sarde, Maja e Emir Kusturica.

Interpreti e ruoli

Slavko Stimac (Luka), Natasa Solak (Sabaha), Vesna Trivalic (Jadranka), Vuk Kostic (Milos), Aleksandar Bercek (Veljo), Stribor Kusturica (cap. Aleksic), Nikola Kojo (Filipovic), Mirjana Karanovic (Nada), Branislav Lalevic (Predsjednik), Davor Janjic . (Tomo)

Soggetto

Bosnia, 1992. Luka, ingegnere serbo di Belgrado, si è stabilito con la moglie Jadranka, cantante d'opera, e il figlio Milos in una casa sperduta lungo la ferrovia. E' incaricato di lavorare al progetto di ampliamento della stessa ferrovia, che porterà grandi vantaggi economici alla regione. Tutto assorbito dal lavoro, Luka non dà peso ai segnali di guerra che si verificano nella zona. Quando invece scoppia il conflitto, la vita dell'ingegnere é stravolta. Jadranka cade tra le braccia di un musicista e il figlio Milos viene chiamato al fronte. Luka non si muove dalla propria casa e aspetta. Quando l'esercito serbo gli impone di fare la guardia a Sabaha, una ragazza musulmana presa come ostaggio, Luka si innamora di lei e vorrebbe trattenerla. Ma Luka deve essere riconsegnata in cambio di un prigioniero serbo, il figlio Milos. All'improvviso torna Jadranka e scopre la relazione. Ma ormai Luka vuole solo salvare Sabaha. Appena è avvenuto lo scambio, Sabaha, ferita dai cecchini, vorrebbe uccidersi. Luka la raggiunge con una corsa disperata, e i due volano via liberi insieme.

Valutazione Pastorale

Lo scenario della guerra nei Balcani resta, almeno per ora, la principale fonte di ispirazione di Kusturica. Avvenimento certamente forte, capace di scavare un solco tra un prima e un dopo, il regista lo risolve, per sua stessa ammissione, in un "film tristemente ottimista perché Luka ci apre una prospettiva d'amore...Nel mondo in cui viviamo, privo di utopie, dobbiamo costruirci il nostro ideale personale perché per ogni spirito salvato, per ogni anima salvata, guadagniamo qualcosa". Le premesse quindi di tutto interesse, ma lo svolgimento, come in altre occasioni, é eccessivo e debordante. Non conoscendo la capacità di sintesi o di allusione, l'autore si lascia andare ad un racconto dove si ritrovano tutte le sue caratteristiche stilistiche: la musica in primo piano, e poi un folklore che penetra anche nel disegno e nella psicologia dei personaggi. Il realismo degli ambienti è quasi annullato da profumi di fiaba, di palcoscenico, di macchiette costruite come per una recita. Kuturica 'fellineggia' un po' troppo e la lunghezza della vicenda appesantisce l'insieme. Vivacità e freschezza appaiono a tratti, c'é il dolore per la guerra, c'è la ricerca di una felicità che va perseguita con decisione, c'è il rispetto per la vita contro la morte. Elementi positivi che, dal punto di vista pastorale, inducono a valutare il film coem accettabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e, più utilmente, in occasioni mirate per avviare riflessioni sui temi della guerra nella ex-Jugoslavia, sulla cultura e la storia di quelle popolazioni.

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