L’ACCABADORA

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Guerra, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Enrico Pau
Durata
86'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Irlanda, Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Kock Media
Soggetto e Sceneggiatura
Antonia Iaccarino, Enrico Pau Igort, Antonia Iaccarino, Enrico Pau
Musiche
Stephen Rennicks
Montaggio
Johannes Hiroshi Nakajima, Andra Lotta

Orig.: Italia (2015) - Sogg.: Igort, Antonia Iaccarino, Enrico Pau - Scenegg.: Antonia Iaccarino, Enrico Pau - Fotogr.(Scope/a colori): Piers McGrail - Mus.: Stephen Rennicks - Montagg.: Johannes Hiroshi Nakajima, Andra Lotta - Dur.: 86' - Produz.: Francesco Pamphili per Film Kairos.

Interpreti e ruoli

Donatella Finocchiaro (Annetta), Barry Ward (Albert), Carolina Crescentini (Alba), Sara Serraiocco (Tecla), Anita Kravos (madre di Annetta), Camilla Soru (Benedetta), Federico Noli (Bastiano), Piero Marcialis (frate), Caterina Medici (tenutaria), Maria Grazia Sughi . (padrona di casa)

Soggetto

Cagliari, inizio anni '40. Quando l'Italia entra in guerra, in città arrivano i primi bombardamenti. Annetta, sui 35 anni, sempre vestita di nero, solitaria e silenziosa, trova alloggio presso una famiglia altolocata che le lascia in custodia una grande villa. Annetta custodisce dentro di sé un segreto: in passato era l' "Accabadora", ossia colei che dà la 'buona morte'...

Valutazione Pastorale

L'Accabadora era, nella tradizione popolare "una donna anziana, esperta di medicina naturale, capace di dare la 'buona morte' ai malati terminali in un mondo arcaico in cui, in mancanza di cure, esisteva, forse, la tacita accettazione per questa forma di pietas istintiva". Annetta invece è giovane e bella, eppure ha ricevuto e accettato dalla madre i segreti per portare i malati alla fine delle sofferenze, ma questo l'ha confinata in una vita sepolta e nascosta, una vita legata alla morte. Le poche vicende che trascorre (la ricerca della nipote Tecla, un timido accenno di sentimento con Albert, medico irlandese...)non scalfiscono il suo mutismo e la sua riservatezza. E' un ritratto severo e duro questo che Enrico Pau, al terzo LM dopo "Pesi leggeri", e "Jimmy della collina", ambienta nella sua Sardegna, tenendosi stretto intorno ad una messa in scena dalla luce cupa e dalle strade solitarie, emblema di un paesaggio fermo e immobile. Forse l'ambientazione resta il momento più giusto del racconto, capace di restituire con una sfumatura di colore reazioni difficili e affetti non detti. Insieme al dolente sguardo di Annette, cui Donatella Finocchiaro regala un sofferenza forte e credibile. Film denso di pagine riarse e trattenute, che dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, con preferenza per un pubblico attento ad un cinema di 'conoscenza'. In generale come occasione per verificare che un cinema italiano al di fuori della commedia è possibile e realizzabile con buoni risultati.

Le altre valutazioni

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