L’ALTRA FACCIA DI BEVERLY HILLS

Valutazione
Inaccettabile, squallido
Tematica
Adolescenza, Educazione, Famiglia - genitori figli, Sessualità
Genere
Commedia
Regia
Tamara Jenkins
Durata
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Slums of Bevery Hills
Distribuzione
20th Century Fox Italia

Orig. : Stati Uniti (1998) - Sogg. e scenegg. : Tamara Jenkins - Fotogr. (Panoramica/ a colori): Tom Richmond - Mus. : Rolfe Kent - Montagg. : Pamela Martin - Dur. : 91' - Produz. : Michael Nozik, Stan Wlodkowski.

Interpreti e ruoli

Natasha Lyonne (Vivian Abramowitz), Alan Arkin (Murray Abramowitz), Marisa Tomei (Rita), Kevin Corrigan (Eliott), Sally Schaub, David Krumholtz, Jessica Walter, Rita Moreno, Carl Reiner.

Soggetto

Nell'estate del 1976, la famiglia Abramowitz vive una fase scombinata: non c'é la madre e il padre Murray si preoccupa dell'educazione dei tre figli, due maschi e Vivian, adolescente ma già sviluppata al punto che il padre la ossessiona con l'obbligo di portare il reggiseno. Murray impone ai figli frequenti cambiamenti di residenza: eccoli in un monolocale alla periferia di Beverly Hills, perché Murray vuole che i figli frequentino una scuola di prestigio. In realtà Murray non lavora e non ha un soldo, vive praticamente con i prestiti del fratello Mickey. Per questo, accoglie presso di sè la figlia di Mickey, Rita, una ragazza un po' irrequieta senza arte né parte che afferma di essere incinta. Rita si installa in casa Abramowitz e condiziona tutti gli altri, sopratutto Vivian, che viene 'addestrata' sugli uomini, sulla seduzione, sul piacere. Rita si iscrive ad un corso per infermiere, ma frequenta ben poco. Vivian accetta la corte di un vicino, un ragazzo che spaccia stupefacenti, col quale poi ha il suo primo rapporto. Un giorno arriva Mickey con la moglie per osservare i progressi della figlia. Ma, a tavola in aeroporto, Mickey rinfaccia al fratello la sua inettitudine. Vivian esplode e ferisce lo zio, che se ne va con Rita. Senaa soldi, Murray si vede costretto a trasferirsi di nuovo, ma stavolta senza saper dove. In macchina Vivian propone di andare al ristorante. Tutti accettano e si riconciliano.

Valutazione Pastorale

Anche se derivato dai ricordi d'infanzia della regista, il film é totalmente e decisamente mancato: di scarsissimo interesse il taglio sociologico sulle 'diversità' tra quartieri, supeficiale e affrettato il disegno della famiglia al cenrto del racconto. Anzi proprio su questo versante, il film evidenzia le lacune maggiori: cadute di gusto, volgarità nelle immagini e nelle situazioni, moralismo di facciata snobistico e artificioso. In più la conclusione sembra buttata lì per dare un'idea di verità consolatoria e fatta di vuoto assoluto. Insomma un pasticciaccio indisponente, con un messaggio sterile e confuso sui valori della famiglia da rifiutare con chiarezza. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come inaccettabile e squallido. UTILIZZAZIONE: l'utilizzazione del film é da sconsigliare sia in programmazione ordinaria sia in altri contesti.

Le altre valutazioni

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