LARRY FLYNT – OLTRE LO SCANDALO * * *

Valutazione
Discutibile, scabrosità, Dibattiti
Tematica
Giustizia, Libertà
Genere
Biografico
Regia
Milos Forman
Durata
130'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE PEOPLE VS. LARRY FLYNT
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Musiche
Thomas Newman
Montaggio
Christopher Tellefsen

Orig.: Stati Uniti - Sogg. e scenegg.: Scott Alexander, Larry Karaszewski - Fotogr.(Scope / a colori): Philippe Rousselot - Mus.: Thomas Newman - Montagg.: Christopher Tellefsen - Dur.: 130' - Produz.: Oliver Stone, Janet Young, Michael Hausman - VIETATO AI MINORI DEGLI ANNI QUATTORDICI.

Interpreti e ruoli

Woddy Harrelson (Larry Flynt), Courtney Love (Althea Leasure), Edward Norton (Alan Isaacman), Brett Harrelson (Jimmy Flynt), Vincent Schiavelli Crispin Glover (Chester), James Cromwell (Arlo), Donna Hanover (Charles Keating), Miles Chapin, James Carville, Richard Paul, Burt Neuborne, D'army Bailey, Norm Mac Donald, Jan Triska.

Soggetto

All'inizio degli anni Settanta in America Larry Flint gestisce alcuni anonimi locali di spogliarello che faticano ad andare avanti. Quando un giorno ha l'idea di trasferire la sua attività su una rivista, la sua vita cambia di colpo. Dopo i primi periodi di incertezza e di difficoltà, il giornale mensile, chiamato Hustler, comincia a vendere un numero sempre maggiore di copie e Larry diventa sempre più ricco, dando vita ad un vero e proprio impero editoriale. A metà tra erotismo e pornografia, la rivista arriva su tutto il territorio nazionale, ma quando Larry decide di trasferire a Cincinnati il quartiere generale della casa editrice, la cosa viene presa come un affronto da due eminenti personalità locali, che cominciano una battaglia contro l'editore. Nel 1976, Flint viene arrestato per oscenità, evitato da tutte le forze politiche e indicato come perso-na pericolosa, anche a motivo del suo matrimonio con Althea Leasure, già spo-gliarellista ora dedita alla droga. Solo il giovane avvocato Isaacman accetta di difenderlo nei vari processi che si susseguono a ritmo crescente. Flint dappri-ma si allea con l'evangelista Ruth Carter (sorella del presidente) e sembra con-vinto di dare allla propria vita una svolta religiosa, poi rimasto paralizzato in seguito ad un attentato, rinuncia alle sua aspirazioni interiori e riprende in pie-no il suo ruolo di editore pornografico. Il predicatore televisivo Jerry Falwell lo denuncia per diffamazione ma il processo si conclude con l'assoluzione. A questo punto Larry decide di presentare appello alla Corte Suprema in difesa del suo diritto di libertà di parola. La Corte, dopo una lunga riflessione, emette un verdetto favorevole all'unanimità all'editore, stabilendo così un fondamentale precedente.

Valutazione Pastorale

Va subito chiarito, data la delicatezza dell'argomento, che se il film avesse mostrato di voler prendere a pretesto i fatti peraltro realmente accaduti per farne pruriginosa speculazione di immagini, il giudizio sarebbe stato inevitabilmente severo. Ma così non sembra, il problema di fondo della libertà d'espressione è svolto con taglio spettacolare ma rigoroso e incisivo, raccontato con forza e convinzione da un regista come Forman, oggi cittadino americano ma esule negli anni Sessanta dalla ex Cecoslovacchia e quindi a pieno diritto testimone di cosa significhi potersi o non potersi esprimere liberamente. E' vero che il lavoro di Larry Flint è quello di produrre immagini quasi pornografiche, che su questo "lavoro" si è arricchito e che ancora oggi prosegue in questa lucrosa e disdicevole attività, ma è altrettanto vero che in nessun momento il film tesse l'elogio del protagonista o lancia incentivi a seguirlo su quella strada. Anzi Larry è mostrato come un uomo che vive tra solitudine e sofferenza, un esemplare di quel "male involontario", nel quale l'individuo rimane invischiato, senza sapere come uscirne, chiedendo aiuto, senza ricevere risposta, un peccatore che sente confusamente l'esistenza di qualcos'altro ma si ritrae quasi spaventato, un rappresentante della feccia, degli ultimi, per difendere i quali combatte una strenua battaglia civile. Dal punto di vista pastorale, l'amara parabola mostrata dal film non può lasciare indifferenti: il problema della libertà d'espressione, del libero arbitrio, dell'equilibrio tra coscienza e azione interpella anche il nostro vivere quotidiano, il modo di porsi, da cristiani, di fronte ad argomenti che una reazione immediata porterebbe a respingere o ignorare. Sottolineato quindi doverosamente che eccessi visivi e molte scabrosità punteggiano il film soprattutto nella prima mezz'ora, riconosciuto che la riflessione sulla libertà d'espressione procede in un contesto come quello americano su binari culturalmente secolarizzati e frammentari assai diversi dal nostro, resta da dire che si tratta di un film da seguire e vedere con attenzione, come spaccato di una società che incide sul costume e sulle abitudini di vita. UTILIZZAZIONE: da quanto detto sopra, consegue che è sconsigliata l'utilizzazione del film in programmazione festiva per un pubblico indifferenziato che potrebbe non cogliere la densa problematica della pellicola. E' certo più opportuno proporlo in contesti più circoscritti e mirati, allorquando si possa prevedere una riflessione ampia sulle tematiche illustrate in precedenza.

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