LE AFFINITÀ ELETTIVE *

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Famiglia, Letteratura, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Paolo Taviani, Vittorio Taviani
Durata
98'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Filmauro
Soggetto e Sceneggiatura
Paolo Taviani, Vittorio Taviani ispirato al romanzo "Die Wahlverwandtschaften" di Johann Wolfgang von Goethe
Musiche
Carlo Crivelli
Montaggio
Roberto Perpignani

Sogg.: ispirato al romanzo "Die Wahlverwandtschaften" di Johann Wolfgang von Goethe - Scenegg.: Paolo Taviani, Vittorio Taviani - Fotogr.(panoramica/a colori): Giuseppe Lanci - Mus.: Carlo Crivelli - Montagg.: Roberto Perpignani - Dur.: 98' - Produz.: Film Tre, Gierre Film, Italia; Florida Movies, France 3 Cinema, France.

Interpreti e ruoli

Isabelle Huppert (Carlotta), Fabrizio Bentivoglio (Ottone), Jean-Hugues Anglade (Edoardo), Marie Gillain (Ottilia), Massimo Popolizio, Laura Marinoni, Stefania Fuggetta, Consuelo Ciatti, Massimo Grigò, Adelaide Foti, Giancarlo Carboni.

Soggetto

Durante l'epoca napoleonica all'inizio dell'Ottocento, in una grande tenuta della Toscana, i baroni Edoardo e Carlotta si sono ritirati nella loro splendida villa, dopo le tardive nozze, avvenute in seguito al fortuito incontro in un museo, che li ha ricongiunti dopo anni d'incertezza. Poiché la tenuta va ristrutturata, il barone Edoardo vi invita l'amico architetto Ottone, perché se ne occupi. A sua volta, Carlotta vuole offrire ospitalità alla figlioccia Ottilia, una diciottenne cresciuta in collegio, timida e senza malizia. Le giornate si susseguono serene con dissertazioni sulle "affinità elettive" (fenomeno per il quale in natura alcune sostanze si dividono in presenza di elementi estranei per creare successivi accoppiamenti). Sembra che tali "affinità elettive" tendano a verificarsi anche fra gli ospiti della villa: Edoardo avverte di essere attratto dalla grazia di Ottilia, mentre l'architetto ha un'attrazione per l'enigmatica Carlotta (al punto da confondere del tutto le coscienze dei quattro). Durante una notte i due sposi si uniscono pensando ciascuno al proprio segreto oggetto del desiderio. La successiva notizia che Carlotta è rimasta incinta determina un ritorno violento alla realtà e ai doveri di Edoardo che, lacerato dall'angoscia, decide di partecipare alla guerra che si sta svolgendo in Europa al fine di cercarvi la morte: ferito gravemente viene amorevolmente assistito da Ottone. Frattanto, rimaste sole nella villa, Carlotta e Ottilia sono tutte prese dall'importante evento: ricamano corredini, fanno ipotesi sul nome da dare al nascituro. Finchè i due uomini s'affrettano a far ritorno alla villa per la nascita del piccolo che, stranamente, ha i capelli rossi come quelli dell'architetto e un neo sul mento come quello di Ottilia. Suggestionati da questo fatto mentre Ottone cerca di dichiarare il suo amore a Carlotta, Edoardo vuole confermare ad Ottilia la sua passione per lei. Successivamente mentre Ottilia si trova in barca con il piccolo nato l'imbarcazione ondeggia ed il bambino cade nell'acqua e muore. Ottilia, che si considera colpevole di quella morte, decide di vivere appartata nella villa, servita da un'inesperta ragazzina, che l'aiuta involontariamente a morire di fame. Anche Edoardo muore angosciato per la morte di Ottilia. Entrambi vengono sepolti, per disposizione di Carlotta, in un'unica tomba.

Valutazione Pastorale

Tratto dall'enigmatico romanzo scritto nel 1809 da Goethe, il film presenta la storia di due coppie sbagliate che, invano, cercano di ridistribuirsi in un diverso legame d'amore perchè travolte dalle "affinità elettive", una teoria parascientifica che intende evidenziare come nell'esistenza umana il 'caso' possa scomporre e sconvolgere qualsiasi costruzione di tipo razionale. Girato in splendide sequenze, fra le acque morte di un laghetto artificiale ed il verde smagliante della tenuta in alternativa al dedalo di corridoi, scale e stanze inquietanti di una villa suggestiva, il film si avvale di un'ambientazione accuratissima con splendidi costumi d'epoca. Pur tuttavia la recitazione è spenta, senza sussulti, con drammi affidati a sguardi fuggevoli ed inespressivi, in una levigatezza di rapporti che rende tutto patinato e senza passioni. In sostanza un dramma privo di drammaticità ed avvolto, sovente, di ambiguità.

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