LE AMICHE AMERICANE **

Valutazione
Accettabile-riserve, Realistico
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Tristram Powell
Durata
97'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
AMERICAN FRIENDS
Distribuzione
Academy Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Michael Palin, Tristram Powell dai diari di viaggio di Edward Palin
Musiche
Georges Delerue
Montaggio
George Akers

Sogg.: dai diari di viaggio di Edward Palin - Scenegg.: Michael Palin, Tristram Powell - Fotogr.: (panoramica/a colori) Philip Bonham-Carter - Mus.: Georges Delerue - Montagg.: George Akers - Dur.: 97' - Produz.: Millennium Films Mayday Prominent Features

Interpreti e ruoli

Michael Palin (Francis Ashby), Trini Alvarado (Elinor Hartley), Connie Booth (Caroline Hartley), Alfred Molina (Oliver Syme), Alun Armstrong (Weeks), David Calder (Pollitt), Robert Eddison (Rushden), Jimmy Jewel, Simon Jones, Bryan Pringle, Sheila Reid

Soggetto

estate 1861. Durante una vacanza in Svizzera, Francis Ashby, vice rettore ad Oxford, conosce due amiche americane, la matura Caroline Hartley e la di lei pupilla, un'orfana adottata, Elinor. Il sentimento che nasce tra la giovane e l'attempato inglese viene bruscamente interrotto dal forzato rientro di quest'ultimo al College, a causa di un improvviso malore dell'anziano Rettore. Mentre si discute sulla successione, anche se il malato ha un temporaneo recupero, giungono inopinatamente ad Oxford le due americane, che prima di tornare in patria hanno deciso di visitare la celebre Università e naturalmente rivedere l'amico inglese. Sapendo che ai membri interni del Collegio insegnante non è consenti-to sposarsi, Francis decide di trascurare Elinor per rivolgere le sue at-tenzioni verso Caroline, certo più preparata culturalmente a sostenere le dotte conversazioni cui indulge l'inglese, e verso la quale prova solo un rassicurante sentimento d'amicizia. Elinor, ferita, si chiude in sé stessa, finché una sera non esce per conto suo, ed incappa in una ronda; per sfug-girle, si rifugia da Ashby che da gentiluomo la riaccompagna all'albergo nel cuore della notte per evitare uno scandalo. Ma viene scorto dal dottor Weeks, compagno di vacanze e concittadino, del cui figlio ha respinto, la mattina stessa, l'ammissione al College. Weeks si vendica con un biglietto delatorio al Rettore: Ashby deve promettere che non vedrà mai più le due donne. Queste accettano l'ospitalità di Syme, anch'egli insegnante nel College, che possiede uno chalet in riva al fiume. Approfittando dell'assenza di Caroline e del risentimento che la giovane donna cova contro Ashby per la sua freddezza, Syme ha un rapporto d'amore con Elinor, che però rimane incinta. Deceduto il Rettore e messo di fronte ad una scelta tra la sicura nomina, visto che il rivale, Syme, sarebbe annichilito dallo scandalo, e un tipo di vita completamente diverso con la fanciulla amata al fianco, Ashby, tra lo sconcerto generale, opta per la seconda soluzione, mentre Caroline si fa, pur a malincuore, da parte.

Valutazione Pastorale

la vicenda è ispirata ad un fatto avvenuto veramente ad un antenato del protagonista, il misurato Michael Palin. Abile è stato il regista a temperare, con un montaggio ed una scenografia impeccabili, l'atmosfera inequivocabilmente "melò" della storia. Denso di immagini bellissime e recitato con sobria efficacia, il film è una sorta di processo alla sclerosi delle istituzioni incapaci di evolversi. Il quadrato implacabile del cortile del college e delle sue usanze secolari sembra essersi trasferito nella mente di Ashby per imprigionare e reprimere quei moti del cuore che, sepolti nei meandri di un rigore perbenista, che è più una difesa dal mondo esterno che convinzione profonda, vengono resuscitati irresistibilmente dalla semplice grazia di una ingenua creatura, appartenente per di più a quelli che l'aristocratica mentalità britannica giudicava all'epoca i rami degeneri del grande albero coloniale anglosassone. Commedia di costumi e di sentimenti, con sequenze godibili come quella dove la bellezza solare e viva della natura esalta Ashby fino a spingerlo alla trasgressione (impensabile in patria), della nudità, per bagnarsi come un elfo nel laghetto alpino con Elinor che lo sorprende per caso col suo binocolo, e rimane ad osservarlo, divertita ed affascinata da un atteggiamento impensabile nel rigido gentleman che sembra non gradire la compagnia del prossimo. E viene spontaneo contrapporre il meraviglioso scenario di monti, prati e boschi della vacanza Svizzera alla bellezza un po' tetra e fredda delle architetture oxfordiane, capaci solo di ospitare un quotidiano fatto di rituali sociali o religiosi che sembrano riprodursi inesorabilmente di generazione in generazione grazie ad un modello archetipico ormai troppo remoto per essere posto in discussione. Altrettanto riuscita la scelta di Trini Alvarado, un'Elinor soggiogata dapprima dal maturo fascino dell'uomo colto che sembra incarnare tutti i ruoli maschili che la vita le ha negato e che potrebbe offrirle: padre, fratello, marito. Ed è poi altrettanto credibile in preda alla delusione ed alla frustrazione per l'apparente abbandono dell'amato che fa germinare in lei la vendetta amorosa. Così come è giusto sottolineare la prova di Connie Booth che ben si destreggia nel personaggio di Caroline, che l'età non più verde non ha inaridito e che sa ancora vibrare di contenuta passione, e pur ferita nell'orgoglio sa trovare alla fine il beau geste che apre alla pupilla le porte della felicità. Ben disegnati anche i caratteri secondari, dal vecchio rettore all'ambizioso e fatuo Symes, dal petulante maggiordomo all'insopportabile Weeks, tipico esemplare di quella classe di medio-borghesi cari al romanzo europeo sentimentale e verista dell'epoca.

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