LE GIRAFFE

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Donna, Famiglia - fratelli sorelle
Genere
Commedia
Regia
Claudio Bonivento
Durata
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Lion Pictures
Musiche
Fabrizio Siciliano
Montaggio
Antonio Siciliano

Orig.: Italia (2000) - Sogg. e scenegg.: Claudio Bonivento - Fotogr.(Normale/a colori): Ennio Guarnieri - Mus.: Fabrizio Siciliano - Montagg.: Antonio Siciliano - Dur.:84' - Produz.: Massimo Ferrero, Pino Gargiulo.

Interpreti e ruoli

Sabrina Ferilli (Roberta Tiberi), Veronica Pivetti (Michela Tiberi), Alessandro Di Carlo (Massimo D'Alessandro), Paola Tiziana Cruciani (Federica)

Soggetto

A Roma, al capezzale di un uomo morto da poco, si trovano due donne che sul momento si scambiano un saluto perplesso. Solo dopo si rendono conto di essere sorelle, entrambe figlie dell'uomo deceduto ma di madri diverse. Michela inoltre ha sempre vissuto a Milano, Roberta a Roma. Tra le due, che hanno la stessa età, i primi momenti non sono facili. Michela, preoccupata perché l'imprenditore per cui lavora a Milano é scappato in Perù, é senza soldi, ma fa finta di niente. Dopo avere provato ad andare a casa di un'amica, si presenta da Roberta,che la invita a restare da lei. Più tardi vanno insieme a Passoscuro, nella casa di campagna, e qui litigano furiosamente. Dopo aver ascoltato dal notaio le disposizioni testamentarie, eccole in un appartamento del padre a viale Aventino: é abitato da una donna di colore che dice di essere stata l'ultima compagna dell'uomo. Al cimitero, il corpo viene caricato per essere sepolto a Passoscuro. Mentre é in corso l'operazione, Michela sul cellulare riceve una notizia: le azioni di una piantagione in Venezuela che il padre ha lasciato loro valgono 25 miliardi. Michela e Roberta non riescono a trattenere la contentezza.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una commedia oltremodo esile. Il copione mette insieme alcuni spunti tipici di tanto cinema italiano anni '50: gli equivoci, un riconoscimento improvviso, un'eredità inattesa, i piccoli grandi guai quotidiani. Si resta in attesa di qualche sviluppo un po' più sostanzioso, che però non arriva mai. Del resto anche la durata, insolitamente breve (84') dà l'idea di un raccontino esangue, dal respiro corto, estremamente gracile. Al quale non basta per risollevarsi la presenza comunque convinta delle due protagoniste. Dal punto di vista pastorale, il tono tirato via si risolve anche nella proposta di comportamenti affrettati, poco coerenti e certo a corrente alternata. Il film è dunque da valutare come discutibile, segnalandone alcune scabrosità. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria,con attenzione per la presenza di minori. Da recuperare in proposte sul cinema italiano anno Duemila, per osservarne pregi, difetti, modi produttivi.

Le altre valutazioni

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