LE SCARPE D’ORO *

Valutazione
Complesso, Discutibile, Dibattiti
Tematica
Adolescenza, Metafore del nostro tempo
Genere
Metafora
Regia
Frank Van Passel
Durata
98'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Belgio
Titolo Originale
MANNEKEN PIS
Distribuzione
Lucky Red
Soggetto e Sceneggiatura
Christophe Dirickx
Musiche
Noordkaap
Montaggio
Karin Vaerenberg

Sogg. e Scenegg.: Christophe Dirickx - Fotogr.: (panoramica/ a colori) Jan Vancaillie - Mus.: Noordkaap - Montagg.: Karin Vaerenberg - Dur.: 98'- Produz.: Dirk Impens

Interpreti e ruoli

Frank Vercruyssen (Harry), Anije De Boeck (Jeanne), Ann Petersen (Denise), Wim Opbrouck, Stany Crets

Soggetto

Harry, un ragazzo dodicenne, durante una festosa corsa con la mamma e la sorellina sulla automobile nuova guidata dal papà, chiede di scendere un momento per una necessità: in quei pochi minuti sopraggiunge un autotreno che travolge l'intera famigliola. Harry sotto shoc riprende cono-scenza sul lettino di un orfanotrofio, accorgendosi d'aver perduto completa-mente i capelli. Ormai adulto e dimesso dall'orfanotrofio cerca trasognato e come inebetito un alloggio e un lavoro a Bruxelles. Scendendo da un tram guidato da una giovane, Jeanne, alla quale ha chiesto timidamente qualche indicazione, trova fortuitamente una camera libera al settimo piano di uno stabile di Rue Au Beurre e un posto di lavapiatti in un ristorante. Al lavoro si reca ogni mattina sul tram guidato da Jeanne, della quale molto presto s'in-namora silenziosamente. Al ristorante è oggetto di risa e scherzi spiacevoli da parte dei due sguatteri che vi lavorano, ma riesce ben presto ad imporsi per la serietà nel lavoro e la sorprendente competenza culinaria di cui dà pro-va. Contemporaneamente cresce il suo amore per Jeanne, che scopre abitare al sesto piano del suo stesso stabile e molto affiatata con Denise, l'arcigna portiera che gli ha concesso con modi bruschi ed evidente diffidenza la camera, e che ne spia in continuazione il comportamento. Anche se il trauma sofferto da Harry nell'adolescenza e l'ambiente arido dell'orfanotrofio l'hanno reso timido, impacciato e incapace di comunicare, tuttavia tenta qualche esitante approccio con Jeanne: la invita a cena; a una gita in barca durante la quale riesce a farle dono di un paio di scarpe dorate, ammirate insieme pochi giorni prima in una vetrina, e che Jeanne non avrebbe potuto permettersi, ma non riesce a comprendere lo slancio spontaneo della ragazza, che risponde con un abbraccio e un "ti amo" che gli ricorda le ultime parole udite dalla mamma. I reciproci trascorsi e le iniziative della portiera Denise nei confron-ti di Jeanne e i consigli dei due sguatteri allo sprovveduto Harry contribui-scono ad acuirne l'incomunicabilità e a minare la malferma salute di Jeanne, che muore sognando di essere fra le braccia di Harry.

Valutazione Pastorale

Il film si configura come una metafora dai molti significati, uno dei quali potrebbe essere il dramma dell'incomunicabilità fra due persone di modeste condizioni sociali e variamente provate dalla vita e non concede nulla a sentimentalismi e sdolcinature. Il regista Frank Van Pas-sel dà prova di notevole talento, pur non riuscendo a padroneggiare del tutto la materia. La recitazione dei due co-protagonisti è espressiva; la fotografia è originale; le musiche sono appropriate. Il tono pessimistico e l'intera vicenda di non facile lettura motivano il giudizio.

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