LE STREGHE SON TORNATE

Valutazione
Complesso, scabrosità
Tematica
Donna, Metafore del nostro tempo
Genere
Horror-Fantastico
Regia
Alex De La Iglesia
Durata
112'
Anno di uscita
2015
Nazionalità
Francia, Spagna
Titolo Originale
Las brujas de Zugarramurdi
Distribuzione
Officine UBU
Musiche
Joan Valent
Montaggio
Pablo Blanco

Orig.: Spagna/Francia (2013) - Sogg. e scenegg.: Alex de la Iglesia, Jorge Guerricaechevarria - Fotogr.(Panoramica/a colori): Kiko de la Rica - Mus.: Joan Valent - Montagg.: Pablo Blanco - Dur.: 112' - Produz.: Enrique Cerezo, Franck Ribiere e Verane Frediani.

Interpreti e ruoli

Hugo Silva (José), Mario Casas (Antonio), Pepon Nieto (Calvo), Carmen Maura (Graciana), Carolina Bang (Eva), Terele Pavéz (Terele Maritxu), Fabian Augusto Gomez (Minnie), Gabriel Delgado (Sergio), Macarena Gomez (Silvia), Alexandra Jimenez (moglie di Antonio)

Soggetto

Un gruppo di uomini con bizzarre mascherature assalta un negozio Compro Oro nella centrale Piazza Puerta del Sol a Madrid. Ci sono José, padre divorziato in guerra con la ex moglie; Tony, suo complice, succube delle donne; Manuel, un tassista preso in ostaggio durante la fuga, e Sergio, il figlio adolescente di José. I quattro, dopo la rapina, si danno alla fuga con l'obiettivo di passare il confine e raggiungere la Francia. Poco prima di entrare in territorio francese, il gruppo fa una sosta a Zagarramundi, paesino legato da secoli alla stregoneria. Qui avviene lo scontro con una imprevedibile famiglia di fattucchiere, decise a tutto pur di vendicarsi degli uomini.

Valutazione Pastorale

Nato nei Paesi Baschi nel 1965, grande estimatore di fumetti ed egli stesso disegnatore, De La Iglesia esordisce nel 1992 con "Azione mutante". Ha diretto una decina di film, l'ultimo uscito in Italia, "Ballata dell'odio e dell'amore" in concorso a Venezia, bello, estremo e sfortunato. Il regista predilige storie nere, affidate a forti contrasti, a situazioni amare e torbide, in grado tuttavia di essere opportunamente diluite in un umorismo stralunato e beffardo. Il punto di incontro è in una sorta di horror mutante, con sangue fuori misura, efferatezze sopra le righe e ghignante soddisfazione imprevista. Più volte nel copione vengono rovesciate le carte, e lo scontro dei sessi (uomo/donna) perde efficacia a favore di una identica incapacità di essere pronti e reattivi. Si capisce che De La Iglesia gioca con le identità mutanti e che cerca di restare nei limiti del gioco che è bello quando non si fa compiacimento fine a se stesso. Invece il finale è incisivo, robusto, graffiante. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso e segnato da alcune scabrosità.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, in situazioni mirate per il particolate tono delle immagini, da horror sbeffeggiato. Attenzione è da tenere per minori in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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