LEGITTIMA DIFESA

Valutazione
Discutibile, Violenze
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Serge Leroy
Durata
95'
Anno di uscita
1989
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
LEGITTIME VIOLENCE
Distribuzione
Film International Company
Soggetto e Sceneggiatura
Jean da un'idea di Vera Belmont
Musiche
Jean
Montaggio
François Ceppi

Sogg.: da un'idea di Vera Belmont - Scenegg.: Jean-Patrick Manchette, Patrick Laurent - Fotogr.: (panoramica/a colori) Ramon Suarez - Mus.: Jean-Marie Senia - Montagg.: François Ceppi - Dur.: 95' - Produz.: Kuiv Productions Paris - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Claude Brasseur (Martin Modot), Veronique Genest (Lucy), Thierry Lhermitte (Eddy), Christopher Lambert (Toky), Roger Planchon, Michel Aumont, Valerie Kapriski, Francis Lemarque, Pierre Michael, Jean-Marie Lemaire

Soggetto

mentre il mite Martin Modot si trova nell'atrio della stazione di Deauville, insieme a tutta la famiglia (padre, madre, moglie e figlia di 7 anni) improvvisamente alcuni uomini cominciano a sparare raffiche di proiettili sui presenti: è una carneficina, in cui Martin, rimasto miracolosamente illeso, vede morire intorno a sé la madre, la moglie e la bambina, mentre il padre è gravemente ferito. Viene ucciso anche Andreatti, un noto uomo politico. Modot, disperato, ha ora come unico scopo quello di trovare gli assassini dei suoi parenti e, poiché non crede nell'efficienza della polizia, che infatti sembra brancolare nel buio, decide di fare personalmente delle indagini. Cerca dunque a lungo una ragazza sconosciuta, che ricorda scampata alla strage, e che aveva udito chiamare per nome uno dei banditi; poi avvicina Miller, il capo di un'associazione popolare di autodifesa, che gli aveva offerto aiuto. Rintracciata finalmente la ragazza, Lucy, viene a sapere che è la sorella di Eddy, uno dei responsabili del massacro, e poi scopre anche l'identità del killer principale, Joky, un intellettuale nevrotico, di cui la ragazza è innamorata, pur sapendolo uno spietato assassino. Ma quando Modot riesce a portare la donna alla polizia, per farla testimoniare, il commissario capo Brusse la rilascia immediatamente. Martin è ormai sicuro che dietro questo caso si nascondono misteriosi intrighi politici e che è stato voluto da mandanti altolocati. Intanto Martin e Lucy, diventati amici, assistono ad uno scontro della polizia con Eddy e il suo amante, detto "Mata Hari". Mentre quest'ultimo viene ammazzato dai poliziotti, Eddy è arrestato, ma è subito ucciso da Miller, che si proclama giustiziere, però in realtà è d'accordo con Brusse. Successivamente Martin e Lucy si scontrano con Joky, che vuole ucciderli, ma il killer viene colpito a morte dalla donna. Modot, pur avendone avuto l'occasione, ha rinunciato alla vendetta.

Valutazione Pastorale

questo film condotto senza nessuna abilità risulta piatto e noioso e non riesce mai ad interessare. Eppure ci sarebbero stati molti ingredienti per farne un'opera interessante, a cominciare dal delitto politico e dalla presenza di buoni attori, ma tutte le occasioni sono state mancate: la trama è un groviglio di fatti oscuri, e la presunta denuncia della corruzione, sia della polizia che della società, resta superficiale e inutile. Non commuove neppure il dolore del protagonista per la strage della sua famiglia, e si nota una spiccata ambiguità nel presentare fatti e personaggi. In mezzo ad un ambiente moralmente marcio, ma le cui scabrosità vengono solo accennate, risalta il positivo amore di Modot per la sua bella famiglia distrutta, e la sua scelta finale di rinunciare a farsi giustizia da solo.

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