LEI MI ODIA

Valutazione
Inaccettabile, scabroso
Tematica
Donna, Lavoro, Mafia, Omosessualità, Politica-Società, Sessualità
Genere
Drammatico
Regia
Spike Lee
Durata
138'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
She hate me
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Spike Lee, Michael Genet Michael Genet
Musiche
Terence Blanchard
Montaggio
Barry Alexander Brown

Orig.: Stati Uniti (2004) - Sogg.: Michael Genet - Scenegg.: Spike Lee, Michael Genet - Fotogr.(Scope/a colori): Matthew Libatique - Mus.: Terence Blanchard - Montagg.: Barry Alexander Brown - Dur.: 138' - Produz.: 40 Acres & a mule Filmworks, The Great American, Turkey Baster Company.

Interpreti e ruoli

Anthony Mackie . (Jack Armstrong), Kerry Washington . (Fatima Goodrich), Ellen Barkin (Margo Chadwick), Monica Bellucci (Simona Bonasera), Dania Ramirez (Alex Guerrero), Woody Harrelson (Leland Powell), John Turturro (Angelo Bonasera), Ossie Davis (giudice Buchanan)

Soggetto

Dirigente di una società farmaceutica, Jack Armstrong viene licenziato quando, in seguito al suicidio di uno scienziato, ha cominciato ad indagare su affari e intrallazzi dell'azienda e a denunciare i capi. Rimasto senza lavoro, Jack é in gravi difficoltà economiche e non sa come comportarsi quando la sua ex fidanzata Fatima, da lui scoperta con un'altra donna il giorno prima delle nozze, gli offre dei contanti per dare un figlio a lei e alla sua compagna Alex. Le incertezze iniziali svaniscono di fronte all'offerta di guadagnare diecimila dollari ad inseminazione. In seguito la voce su questa sua 'disponibilità' si diffonde e un numero sempre maggiore di lesbiche con desiderio di maternità si presenta alla sua porta. Tra queste c'é anche Simona, figlia del boss della mafia Angelo Bonasera. Intanto i suoi ex colleghi lo denunciano per frode alla sicurezza dell'azienda. In tribunale Jack viene condannato a sei mesi ma poi assolto perché potergli permettere di occuparsi dei suoi figli. Ora Jack dice a Fatima che l'ama ancora e vorrebbe tornare con lei. Tra i due arriva Alex: i tre si scambiano baci affettuosi. Mentre Powell, responsabile dell'azienda farmaceutica, viene arrestato, Jack accompagna l'anziano padre sulla spiaggia: qui i tanti bambini della sua famiglia corrono felici.

Valutazione Pastorale

Quando la rabbia che sempre lo accompagna non trova un minimo senso di misura e una motivata distribuzione drammatico-emotiva tra i vari personaggi, il cinema di Spike Lee rompe gli argini e diventa ripetizione, facile provocazione, maniera. Si era appena finito di lodare la forte carica civile ed esistenziale di "La 25^ ora" che subito bisogna fare i conti con una storia eccessiva, troppo urlata, debordante negli spunti e negli snodi narrativi. Il ripetere in maniera accanita ed ossessiva la 'trovata' del dirigente costretto a ricorrere al sesso per vivere in una America capitalista marcia e corrotta sfocia in uno sgradevole snobismo visivo: che tutto si concede perché tutto ritiene utile per sfogare il proprio rancore. Il meccanico approccio al tema della nascita, lo schizofrenico ritratto di famiglie 'composite' e di mafiosi logorroici, una generalizzata volontà di non lasciare allo spettatore il tempo di respirare rendono il racconto privo di punti di riferimento e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come inaccettabile e in più punti scabroso. UTILIZZAZIONE: il film é da escludere dalla programmazione ordinaria. Molto dubbia é l'utilizzazione in altre circostanze, pur restando Spike Lee un regista di prima piano quale cattiva coscienza dell'America. Molta atttenzione é da tenere per i minori in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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