LEVITY

Valutazione
Accettabile, problematico
Tematica
Carcere, Male, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Ed Solomon
Durata
95'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Levity
Distribuzione
CDI Compagnia Distribuzione Internazionale
Musiche
Mark Oliver Everett
Montaggio
Pietro Scalia

Orig.: Stati Uniti (2003) - Sogg. e scenegg.: Ed Solomon - Fotogr.(Panoramica/a colori): Roger Deakins - Mus.: Mark Oliver Everett - Montagg.: Pietro Scalia - Dur.: 95' - Produz.: Richard N.Gladstein, Adam J.Merims, Ed Solomon.

Interpreti e ruoli

Billy Bob Thornton (Manual Jordan), Morgan Freeman (Miles Evans), Holly Hunter (Adele Easley), Kirsten Dunst (Sofia Mellinger)

Soggetto

Dopo ventidue anni di carcere (sui 25 previsti), la Commissione giudiziaria ritiene che Manual Jordan abbia scontato la giusta pena e lo dichiara libero. Manual esce controvoglia: vorrebbe continuare a fissare sul muro della cella il foglio di giornale con la foto del giovane Abner, garzone di negozio da lui ucciso durante una rapina. In città Manual gira senza una meta precisa. Fin quando non incontra Miles, uno strano pastore che gli offre lavoro nella propria comunità all'interno di una zona malfamata dove ragazzi di colore passano la giornata senza fare niente. Mentre gli capita di aiutare Sofia, una ragazza che frequenta la vicina discoteca e la notte è sempre in preda a svenimenti, Manual capisce che il suo obiettivo è rintracciare Adele, la sorella di Abner, e in qualche modo aiutarla. La trova, la avvicina, vince la diffidenza di lei. Adele ha un figlio adolescente, che ha chiamato Abner. Quando viene ferito da un coetaneo, Abner il giovane vuole vendicarsi e lo aspetta per sparargli. Manual interviene in tempo, viene ferito e soccorso in ospedale. Quando esce, torna da Adele, che nel frattempo ha letto la lettera di spiegazioni scrittale dall'uomo. Adele ora lo ringrazia e lo congeda. Manual riparte per una nuova città sconosciuta.

Valutazione Pastorale

Non c'è dubbio che il film sia di taglio molto convenzionale e poco innovativo. Tutto è costruito con la meticolosa precisione di un meccanismo ben oliato, e i personaggi risultano fin troppo caratterizzati e quasi disegnati. I temi però restano importanti: la colpa, il perdono, il riscatto, forse la redenzione. Per quanto realizzata con una certa schematicità, non dispiace seguire una storia calata con buona forza visiva negli scenari cupi, invernali, freddi dell'altra faccia dell'America: l'America minore, quella dei dimenticati, dei nascosti, degli emarginati. Zone di periferia, ragazzi alla deriva, sensazione di abbandono: un quadro un po' costruito ma non inventato, non falso. Gli argomenti forti indicati prima sono svolti in un'ottica sicuramente 'americana' (ossia confondendo salvezza terrena e trascendenza) ma non mancano di suscitare attenzione. Dal punto di vista pastorale quindi il film è da valutare come accettabile, e nell'insieme problematico. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e da recuperare come finestra aperta sull'America meno gratificante e 'povera'.

Le altre valutazioni

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