L’inganno perfetto

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Bill Condon
Durata
109'
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Good Liar
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Jeffrey Hatcher, Nicholas Searle
Fotografia
Tobias A. Schliessler
Montaggio
Virginia Katz
Produzione
Bill Condon, Andrea Johnston, Jack Morrissey, Greg Yolen, Jason Cloth, Aaron L. Gilbert, Nick O'Hagan

Il film è visibile su Sky Cinema e sulla piattaforma NowTv

Interpreti e ruoli

Helen Mirren (Betty McLeish), Ian Mc Kellen (Roy Courtnay), Russel Tovey (Steven), Johannes Haukur Johannesson (Vlad), Michael Culkin (Il signor Livesey)

Soggetto

A Londra nel 2009 l’anziano Roy Courtnay incontra in una chat la coetanea Betty McLeish, ex insegnante di Oxford. Sono entrambi vedovi e si propongono come persone tranquille e di pacato carattere. Lui in realtà è un esperto organizzatore di frodi finanziarie alle quali lei sembra aderire con un certo entusiasmo…

Valutazione Pastorale

Una storia con tante storie dentro. È oggettivamente difficile dare a questo film un’etichetta sicura e determinata. Un thriller, certo, ma con risvolti romantici, pennellate storiche e su tutto il colore dell’inganno che domina per l’intera vicenda. È vero, la schermaglia tra Roy e Betty comincia da lontano, prosegue in un oggi incerto e si esaurisce in una triste solitudine. Tra i due tutto prende il via con un incontro casuale in chat (ma chissà poi se anche questo è vero…) e prosegue segnando i tempi di un’amicizia crescente e fin troppo generosa. Il bello del meccanismo narrativo sta proprio nel dipanare momenti che aggiungono sospetti, mezze verità, accenni di passato senza che mai si entri nel nocciolo autentico dei fatti. E nel condurre lo spettatore verso un finale spiazzante e inatteso; che potrebbe anche non essere un finale. Anzi. La credibilità del racconto trova probante adesione nella maiuscola presenza di Helen Mirren e Ian McKellen, Betty e Roy di impeccabile precisione. Condon in regia trova il meglio come aveva fatto in “Demoni e dei” (1998). Un film di qualità, da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come possibilità di mettere in campo le molteplici forme espressive del thriller (e del cinema inglese).

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