LITTLE NICKY – UN DIAVOLO A MANHATTAN

Valutazione
Accettabile-riserve, semplice
Tematica
Avventura, Fantascienza
Genere
Farsesco
Regia
Steven Brill
Durata
90'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Little Nicky
Distribuzione
Nexo
Musiche
Teddy Castellucci
Montaggio
Jeff Gourson

Orig.: Stati Uniti (2000) - Sogg. e scenegg.: Adam Sandler, Steven Brill, Tim Herlihy - Fotogr.(Panoramica/a colori): Theo Van De Sande - Mus.: Teddy Castellucci - Montagg.: Jeff Gourson - Dur.: 90' - Produz.: Allen Covert, Adam Sandler, Michael De Luca.

Interpreti e ruoli

Adam Sandler (Nicky), Harvey Keitel (il papà diavolo), Patricia Arquette (Valery), Tommy Tini Lister jr. (Cassius), Rhys Ifans (Adrian), Alicia Silverstone (la mamma angelo), Rodney Dargenfield (Lucifero), Quentin Tarantino (il predicatore)

Soggetto

Il diavolo che governa l'inferno sembra intenzionato a passare la mano ai suoi tre figli: Adrian, Cassius, Nicky. All'ultimo momento però decide di aspettare ancora. I primi due figli ne approfittano per scappare sulla Terra. A Nicky viene affidato il compito di andarli a riprendere, ucciderli e riportarli a casa nel giro di una settimana. Calato a New York, Nicky combina un sacco di guai, conosce Valery, se ne innamora, ma é maldestro e viene subito ricercato per le infrazioni commesse. Avendo le idee molto confuse, Nicky arriva in paradiso, e qui fa la conoscenza con la mamma che, a dispetto della sua provenienza, é un angelo. Ispirato da lei, ora torna nuovamente a New York. Qui si mette al servizio di tutte le persone che aveva incontrato e messo nei guai: riesce a liberale facendo ricorso alla pietra luminosa e alla luce interiore. Tutto quindi si risolve. Un anno dopo, Nicky è sulla terra con Valery.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un racconto, di prevalente tono farsesco, incentrato soprattutto su atteggiamenti, situazioni, modi di dire troppo 'americani': ossia predisposti per suscitare quel tipo di comicità un po' grossa, plateale con risate facili e per noi spesso incomprensibili. L'umorismo è demenziale e faticoso, a lungo andare stancante. Molta parte del copione è da riferire alle sensazioni di vita nella Grande Mela, alla iconografia tipica del diavolo nel l'immaginario americano, nonché al rapporto, altrettanto prevedibile, tra vita terrena e al di là. Insomma un filmetto per adolescenti scritto da trentenni in vena di favole post-moderne ma alla leggera, in modo innocuo e fracassone. Un film simile ad una bolla di sapone, con qualche risvolto sul gioco della secolarizzazione e della dissacrazione di tematiche religiose. Dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile con riserve, ma nell'insieme di tono semplice. UTILIZZAZIONE: il film può essere usato in programmazione ordinaria, e recuperato in qualche proposta di passatempo per ragazzi. Fermi restando i dubbi su una completa partecipazione del pubblico italiano alla 'comicità' della storia.

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