LO SMOKING

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Avventura
Genere
Commedia
Regia
Kevin Donovan
Durata
98'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The tuxedo
Distribuzione
United International Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Michael Wilson, Michael Lesson Michael Wilson
Musiche
John Debney, Christopher Beck
Montaggio
Craig P.Herring

Orig.: Stati Uniti (2002) - Sogg.: Michael Wilson - Scenegg.: Michael Wilson, Michael Lesson - Fotogr.(Panoramica/a colori): Stephen F.Windon - Mus.: John Debney, Christopher Beck - Montagg.: Craig P.Herring - Dur.: 98' - Produz.: John H.Williams, Adam Schroeder.

Interpreti e ruoli

Jackie Chan (Jimmie Fong), Jennifer Lowe Hewitt (Del Blain), Peter Stormare, Jason Isaacs, Debi Mazar, Ritchie Coster.

Soggetto

Jimmie Fong, tassista a New York, riceve l'offerta di lavorare per il signor Devlin, agente segreto. Accetta, entra al suo servizio e tutto funziona fino a quando non gli capita di indossare il suo smoking: un abito particolare pieno di gadget, ordini, richiami, funzioni. Così Fong resta incastrato nel complotto di una società, la Banning, che vuole produrre un'acqua che fa venire sete per mettere in commercio l'antidoto e arricchirsi immediatamente. Nella partita entra anche l'agenzia investigativa CSA, con l'affascinante agente Del Blain. Dopo mille peripezie, Fong scopre che Water strider é il nome dell'insetto scelto da inserire nell'acqua per rendere cattiva e far comprare subito dopo quella prodotta da Banning. Nello scontro finale, tutti gli insetti sciamano via. Arrivano i poliziotti e arrestano Banning. Ora Del aiuta Fong a conquistare la direttrice di una galleria d'arte di cui è innamorato. Ma quella non vuole saperne. Allora Fong si decide ad andare a prendere un caffé con Del.

Valutazione Pastorale

Senza tanti clamori e approfittando del momento giusto per l'attenzione creatasi nei confronti dell'estremo oriente, Jackie Chan si è ritagliato un posto sicuro all'interno del cinema americano. Storielle di poco peso e di minori pretese servono a dare spazio alle sue doti di abilità tecnica e di stile quasi compassato: Chan non è mai violento, semmai fa geometrie, disegna forme nell'aria muovendo arti e muscoli. Il racconto è prevedibile ma si muove con una certa leggerezza tra ironia e sogno, prendendo in giro i generi 'seri', spionaggio, azione, poliziesco. Niente di più, ma tutto misurato. Dal punto di vista pastorale il film é da valutare come accettabile, e senz'altro semplice. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e proposto come spettacolo/passatempo da consumare rapidamente e con tranquillità.

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