L’OROLOGIAIO

Valutazione
Discutibile, Realistico
Tematica
Storia
Genere
Drammatico
Regia
Klaus Maria Brandauer
Durata
102'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
SEVEN MINUTES
Distribuzione
Life International
Soggetto e Sceneggiatura
Stephen Sheppard tratto dal romanzo di Stephen Scheppard "The Artisan"
Musiche
George Delerue
Montaggio
Dagmar Hirtz

Sogg.: tratto dal romanzo di Stephen Scheppard "The Artisan" - Scenegg.: Stephen Sheppard - Fotogr.: (normale/a colori) Lajos Koltai - Mus.: George Delerue - Montagg.: Dagmar Hirtz - Dur.: 102' - Produz.: Manley Productions Inc.

Interpreti e ruoli

Klaus Maria Brandauer (George Elser), Brian Dannehy (Wagner), Rebecca Miller (Anneliese), Elisabeth Orth (Grüber), Nigel Le Vaillant (Mayer), Vadim Glowna Peter Andorai (Kaufman), Robert Easton (Leibi), (Hecht)

Soggetto

A Monaco, nel '38, Camicie brune e filonazisti sono in spasmodica attesa: Hitler terrà un importante discorso in una delle birrerie cittadine. Ma George Elser non accetta il "nuovo ordine", anche se è solo un modesto orologiaio. Poiché ha deciso fermamente di attentare alla vita del dittatore, di giorno lavora in un cantiere (e qui sottrae impunito alcuni candelotti di dinamite), mentre di notte, nell'interrato-laboratorio in cui alloggia, comincia a fabbricare un marchingegno a tempo. Un amico, avverso lui pure del regime, gli procura bossoli e polvere da sparo. Per attuare il suo difficile piano, George frequenta la birreria, sempre gremita di bevitori con tanto di svastica sul braccio, fa un sacco di fotografie del locale e, di notte e sfidando cane e guardiano, scava una nicchia nel muro del piano superiore, press'a poco là dove Hitler parlerà per arringare i suoi fidi. Intanto conosce Anneliese una delle kellerine si innambra di lei ricambiato, non solo, ma anche con la certezza di un figlio, il quale dovrà nascere in Svizzera (anche i passaporti ha approntato il diligente orologiaio), dopo che una terrificante esplosione avrà liberato la Germania dal mostro. Pur suscitando sospetti, soprattutto nella padrona di casa (la signora Grüber, sua ex-amante) per la sua vita misteriosa che non gli consente quasi di dormire, George Elser arriva infine alla vigilia dell'attentato. Sfortunatamente, un alto ufficiale delle SS, Wagner, ha richiesto al padrone della birreria la partecipazione di Anneliese al rito imminente: ad un certo momento, la ragazza dovrà portare ad Hitler un bicchier d'acqua. Dietro suggerimento di George, Anneliese cede il suo compito ad una compagna, però deve ugualmente recarsi al lavoro nel locale. Sistemando l'ordigno, indossando all'uopo una uniforme da Camicia bruna che è riuscito a procurarsi, la sera fatale Elser impone alla donna di partire immediatamente per la Svizzera. I due sono sul treno, ma ecco che alla frontiera tutti vengono fatti scendere: Wagner aveva notato qualcosa di poco chiaro in quello strano uomo dal doppio lavoro e, mentre per suo ordine la signora Grüber telefona alla birreria in cui il dittatore sta parlando e la fa evacuare (anche se salterà poi in aria, con morti e feriti, Hitler escluso), Wagner con una folle corsa in macchina raggiunge la frontiera e interroga l'orologiaio, che ammette tutto. Il treno viene fatto ripartire e Anneliese è in salvo con il nascituro, mentre Elser apprende che per soli sette minuti il capo nazista è riuscito a salvarsi la vita.

Valutazione Pastorale

un film interessante malgrado la inevitabile lentezza determinata dai vari preparativi dell'attentato. L'orologiaio è armato di puntigliosa pazienza e prudenza, deciso a eliminare quell'individuo che, con un fascino perverso e alluvionali concioni, ha esaltato la Germania intera, diventata una arrogante e pericolosa minaccia per il mondo. Per soli sette minuti Hitler riuscì nella birreria di Monaco a salvarsi. "Qualcuno doveva farlo" dice semplicemente Elser all'esterrefatto ufficiale delle S.S. che lo interroga nell'alba livida. Forse per il clima opprimente e malgrado la gravità del tema, il film pur dignitoso prende meno di quel che si potrebbe attendere. Il racconto è come dominato alla lontana dal ticchettìo inesorabile di una semplice sveglia, il cui quadrante lo sfortunato George pensa di far combaciare con quello della Storia. Ma la struttura narrativa scricchiola spesso, con stacchi ingiustificati e qualche segmento scarsamente incisivo. Corretta e sobria la partecipazione di Klaus Maria Brandauer. Il lato migliore del film che lo stesso Brandauer ha diretto risiede nella cupa ambientazione, realisticamente ispirata alla tetraggine dei luoghi ed alle umilianti brutalità nella Gennania dell'epoca.

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