LOUISE – MICHEL

Valutazione
Complesso, Problematico
Tematica
Donna, Lavoro, Politica-Società
Genere
Noir grottesco
Regia
Benoit Delepine
Durata
94'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Francia
Distribuzione
Fandango
Musiche
Gaetan Roussel
Montaggio
Stephane Elmadjian

Orig.: Francia (2008) - Sogg. e scenegg.: Benoit Delepine, Gustave Kerven - Fotogr.(Panoramica/a colori): Hugues Poulain - Mus.: Gaetan Roussel - Montagg.: Stephane Elmadjian - Dur.: 94' - Produz.: Mathieu Kassovitz, Benoit Jaubert.

Interpreti e ruoli

Yolande Moreau (Louise), Bouli Lanners (Michel), Robert Dehoux (il sacerdote), Sylvie Van Hiel (Sylvie), Jacqueline Knuysen (Jackie), Pierrette Broodthaers (Pierrette), Francis Kuntz (Flambart), Hervé Desinge (Poutrain), Terence Debarle (Terence), Yannick Jaulin (banchiere), Siné (padre di Michel), Catherine Hosmalin . (madre di Michel)

Soggetto

Nella Picardia, zona al confine tra Francia e Belgio, una piccola fabbrica chiude all'improvviso. mettendo sul lastrico le dipendenti, alle quali viene offerto un indennizzo di 2000 euro ciascuna. Subito riunitesi, le operaie accolgono all'unanimità la proposta di Louise, la più anziana tra loro: usare i soldi della buonuscita per ingaggiare un killer di professione e incaricarlo di uccidere l'ex capo. Louise contatta Michel e con lui parte alla ricerca dell'uomo. L'operazione si rivela più difficile del previsto. Alcuni individui vengono eliminati ma, dopo, non si rivelano mai quelli giusti. Finisce che Louise e Michel vengono arrestati. Ma a casa le donne rimaste non rinunciano alla possibilità di vedere il loro capo morto...

Valutazione Pastorale

Si tratta di una commedia che dimostra fin dall'inizio di voler percorrere i binari del noir e del grottesco. Si parte infatti da dati concreti (la chiusura delle fabbriche, i licenziamenti brutali...) per svoltare quasi subito nella curva della trasfigurazione della realtà, e non tanto per lo spunto narrativo centrale (l'obiettivo dell'uccisione del capo) quanto per ciò che punteggia questo obiettivo: tutto é osservato con la lente deformante dell'eccesso, della esasperazione del quotidiano, della descrizione sopra le righe di caratteri e situazioni. Ne esce un piccolo ritratto delle paure contemporanee, qua e là divertente, anche amaro nella conclusione (il capo oggi non é più identificabile con chiarezza come una volta, quando c'era un unico padrone...) ma anche un po' compiaciuto, carente nei toni di contorno, con qualche ripetizione. Dal punto di vista pastorale, per il suo taglio palesemente surreale, il film é da valutare come complesso e certamente problematico.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza di minori e piccoli. Stessa cura é da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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