L’ultimo paradiso

Valutazione
Complesso, Problematico
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Rocco Ricciardulli
Durata
107'
Anno di uscita
2021
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Ib.
Distribuzione
Nexo Digital
Soggetto e Sceneggiatura
Rocco Ricciardulli, Riccardo Scamarcio
Fotografia
Gianfilippo Corticelli
Musiche
Federico Ferrandina
Montaggio
Leonardo Alberto Moschetta
Produzione
Riccardo Scamarcio

Il film è visibile su Netflix

Interpreti e ruoli

Riccardo Scamarcio (Ciccio Paradiso), Raffaele Braia (Tommaso), Gaia Bermani Amaral (Bianca Schettino), Valentina Cervi (Lucia), Antonio Gerardi (Cumpà Schettino), Teresa Fiorentino (Sisina)

Soggetto

Puglia, anni ’50. Ciccio Paradiso intreccia una relazione amorosa con Bianca, figlia di “cumpà” Schettino, un proprietario terriero che sfrutta i braccianti. La tragedia è dietro l’angolo...

Valutazione Pastorale

Scritto e diretto da Rocco Ricciardulli – al suo secondo lungometraggio – “L’ultimo paradiso” è una produzione Netflix disponibile sulla piattaforma dal 5 febbraio 2021. Prendendo le mosse da una storia vera, il film ci porta nella Puglia rurale della fine degli anni ’50, dove i contadini e le loro famiglie riescono a stento a sopravvivere, dominati da “cumpà” Schettino (Antonio Gerardi), proprietario terreno che li sfrutta e li tiranneggia. Tra di loro emerge Ciccio Paradiso (Riccardo Scamarcio, che del film è anche coproduttore e cosceneggiatore). Spirito ribelle, Paradiso invita apertamente i braccianti a ribellarsi allo sfruttamento entrando così in rotta di collisione con Schettino, il quale, in prima battuta, non se la prende più di tanto limitandosi a “convocare” Paradiso per un chiarimento; la situazione, però, precipita quando l’uomo scopre che sua figlia Bianca (Gaia Bermani Amaral) ha una relazione con Ciccio, che però è già sposato con Lucia (Valentina Cervi) e ha un bambino di sette anni. “L’ultimo paradiso” è un affresco ruvido del Sud d’Italia, un intreccio di amore e voglia di riscatto, in bilico tra il desiderio di andarsene e l’impossibilità di recidere le proprie radici, in un racconto però un po’ troppo stereotipato, e decisamente troppo insistito nel rappresentare gli aspetti più ancestrali, quasi feroci, delle dinamiche sociali e, soprattutto, familiari. Non è certo la ribellione di Ciccio allo sfruttamento dei lavoratori a innescare il dramma, quanto piuttosto il suo rapporto clandestino con Bianca, in una società che vive di gerarchie inamovibili e di ruoli ben definiti, dove le donne si trovano in una situazione di subalternità e insignificanza, completamente dipendenti dagli uomini, padri o mariti che siano. Fra uliveti e campagne che si stendono a perdita d’occhio, in case spoglie abitate da una essenzialità che confina con l’indigenza, i personaggi (ben caratterizzati dagli interpreti, ma decisamente stereotipati) danno vita a una favola noir, con un finale vagamente “onirico” un po’ troppo tirato via. Nel complesso il film “L’ultimo paradiso” è da considerare come complesso e problematico.

Utilizzazione

Data la delicatezza dei temi trattati e delle situazioni rappresentate il film è da proporre in programmazione ordinaria riservandolo a un pubblico adulto, per i temi in campo e le dinamiche del racconto.

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