MALCOLM X ***

Valutazione
Discutibile, Problematico, dibattiti
Tematica
Politica-Società, Razzismo, Storia
Genere
Biografico
Regia
Spike Lee
Durata
210'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
MALCOLM X
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Arnold Perl, Spike Lee tratto dall'autobiografia di "Malcolm X" a cura di Alex Haley
Musiche
Terence Blanchard
Montaggio
Barry Alexander Brown

Sogg.: tratto dall'autobiografia di "Malcolm X" a cura di Alex Haley - Scenegg.: Arnold Perl, Spike Lee - Fotogr.: (panoramica/a colori) Ernest Dickerson - Mus.: Terence Blanchard - Montagg.: Barry Alexander Brown - Dur.: 210' - Produz.: Marvin Worth, Spike Lee.

Interpreti e ruoli

Denzel Washington (Malcolm X), Angela Bassett (Betty Shabazz), Al Freeman Jr. (Elijah Muhammed), Albert Hall (Baines), Delroy Lindo (West Indian Archie), Theresa Randle (Laura), Kate Vernon (Sophia), Spike Lee (Shorty), Lonette Mckee, Tommy Hollis, James Mc Daniel.

Soggetto

Nel 1925, in Nebraska negli Stati Uniti, il piccolo nero Malcolm Little, figlio di un pastore protestante, è segnato, fin dal suo primo esistere nella fattoria, dagli antagonismi e dalle violenze presenti nella cittadina di Omaha, dove il padre viene assassinato dagli appartenenti al Ku Klus Klan, che ne incendiano la fattoria. Rimangono in miseria i figlioletti, e la vedova sconvolta, che finisce in manicomio. Malcolm trascorre l'infanzia in affidamento da una famiglia all'altra. Intelligente e volitivo, viene tuttavia costantemente ammonito a "non mirare troppo in alto", anche dal maestro di scuola, quando ad undici anni il ragazzino esprime il desiderio di diventare avvocato. In tal modo la miseria, i traumi e le frustrazioni lo rendono facile preda di sfruttatori senza scrupoli, che non esitano ad avviarlo alla criminalità, nella stessa New York. Qui Malcolm, che viene chiamato il 'rosso' per la sua capigliatura fulva oltrechè lanosa, che pur vorrebbe modificare per essere meno esposto alle beffe e ai soprusi dei bianchi, s'impone per il suo indiscusso primato in furti, spaccio di droga e coordinamento della prostituzione, finchè finisce in prigione a Charlestown, dove subisce per quasi sette anni le più aspre esperienze della propria nuova condizione di detenuto nero. Risultati inutili e controproducenti i tentativi di un prete cattolico di ammansirlo e redimerlo, Malcolm è invece affascinato da un convinto e pacato predicatore dell'Islam, che lo convince a superare i vizi che gli fa credere prerogativa dei bianchi e autentici "veleni" per un fedele islamico: sigarette, alcool, donne, carne suina. Soprattutto lo persuade a leggere, studiare, impadronirsi della cultura, che gli consentirà di tener fronte agli spregevoli bianchi. Malcolm esce dai crudi anni di carcere trasformato. Quando incontra Elijah Muhammed leader spirituale dell'organizzazione chiamata NOI, Nazione Islamica, ne è attratto irresistibilmente, finendo per considerarlo un essere superiore, da venerare e ubbidire in tutto. Malcolm, dopo aver sposato Betty Shabazz, un'insegnante nera intelligente e fedele, mette su famiglia, si impegna nel sociale senza risparmio di forze, imponendosi nel NOI fino a superare la popolarità della sua guida spirituale e a suscitarne la gelosia. Successivamente si reca alla Mecca, alla ricerca delle radici più genuine dell'Islam, riuscendo a superare le proprie riserve razziali nei confronti dei bianchi. Ritenuto pericoloso, viene pedinato, fatto segno di sempre più feroci avvertimenti e intimidazioni, finchè muore assassinato nel 1965, a trentanove anni.

Valutazione Pastorale

L'allucinante sequenza dell'assassinio di Malcolm presenta una voluta analogia con quella dell'assassinio del padre e non manca di rimandi ad altri assassinii "eccellenti", quello di Martin Luther King e quello di John Kennedy, dando l'impressione –coincidenze cronologiche a parte- che il regista intenda insinuare che un "martire" valga l'altro. Così l'evidente insistenza nel presentare con toni spettacolari le feste, i balli, i costumi sgargianti dei neri, la loro ridente spontaneità a confronto con le sofisticate convenienze sociali dei bianchi, che li strumentalizzano, li umiliano e li disprezzano, non viene sufficientemente contrappunta dal ripensamento di Malcolm al rientro dalla Mecca circa l'insanabilità radicale dei contrasti razziali fra neri e bianchi, sui quali, in precedenza, il film è prodigo di litanie infamanti: drogati, ubriaconi, viziosi, avidi, superbi, degenerati. "Bianco" è il condensato di tutti i vizi e di tutti i mali dell'umanità; "nero" la quintessenza d'ogni bene ed ogni perfezione, in una contrazione manichea che si stenta a intraprendere come un "mea culpa" dell'americano bianco per le violenze, la segregazione, il disprezzo, l'ingiustizia esercitata per secoli nei confronti dei neri. Così come il cattolicesimo è presentato nel film con quattro oleografie sdolcinate di un Cristo "biondo e con gli occhi azzurri", incapace di comprendere i neri e alleato degli oppressori, e con la figura di un prete di maniera, burocrate e senza umanità, che si limita a ripetere frasi stereotipate e generiche, senza mai entrare in sintonia con i detenuti di colore e i loro problemi. Fatta questa necessaria annotazione, il film è da ritenersi opera pregevole, per impianto narrativo, scenografie e ricostruzioni d'epoca di tutto rispetto, recitazione appropriata, ritmo sostenuto, colonna musicale suggestiva, ritratto fedele di un personaggio storico che ha lasciato il segno negli Stati Uniti, riuscendo a superare i traumi psicologici di un'infanzia "negata" e di una giovinezza fuorviata, in un progressivo crescere in umanità, solidarietà, dedizione disinteressata, senso di responsabilità verso la sua gente, apertura ad ogni uomo, al di là del colore della sua pelle, le diverse culture e i diversi credo religiosi. Forse ingenuo nel suo visionario utopistico, ma stimolante a riflettere, a rivedere posizioni di reciproca incomprensione, ad andare più a fondo nel considerare le diversità, ad essere più disponibili alla reciproca accettazione e rispetto, per un cammino meno accidentato verso un futuro più sereno dell'umanità.

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