MALIZIA 2 MILA

Valutazione
Inaccettabile, Malsano
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Salvatore Samperi
Durata
100'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
MALIZIA 2 MILA
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Ottavio Jemma, Salvatore Samperi
Musiche
Fred Bongusto
Montaggio
Sergio Montanari

Sogg. e Scenegg.: Ottavio Jemma, Salvatore Samperi - Fotogr.: (panoramica/a colori) Paolo Carnera - Mus.: Fred Bongusto - Montagg.: Sergio Montanari - Dur.: 100' - Produz.: Clesi Cinematografica

Interpreti e ruoli

Laura Antonelli (Angela La Brocca), Turi Ferro (Ignazio La Brocca), Roberto Alpi (Lance Bruni), Luca Ceccarelli (Jimmy Bruni), Barbara Stoppa (Ines), Miko Magistro, Josephine Scandi, Mico Cundari, Marcello Arnone

Soggetto

il sessantenne Ignazio La Brocca vive con l'ex cameriera Angela, ora sua moglie, in una lussuosa villa. Il giovane architetto Lance Bruni vi giunge con il quindicenne figlio Jimmy su invito del sovraintendente alle Belle Arti: si sospetta l'esistenza nel sottosuolo di una tomba ove Ruggero di Altavilla murò viva la principessa Aisha, colpevole di non aver ceduto alla sua passione. Jimmy, turbato dalle mature grazie di Angela, che dorme ormai separata dal marito, le fa trovare una rosa e un biglietto piuttosto esplicito. Dapprima Angela sospetta l'architetto, quindi si convince che l'autore delle missive in cui il focoso spasimante minaccia di farsi del male ed addirittura uccidersi sia il ragazzo. Costui, rivelando un carattere perlomeno contorto, giunge a mutilare il padre di un lobo auricolare, di un dito ed a sfregiargli il viso simulando con astuzia altrettanti incidenti, pur di tener in piedi la morbosa finzione. Gli scavi proseguono, così come gli equivoci, finché Ignazio, convinto da Jimmy a sottrarre nottetempo alcuni preziosi dal sepolcro finalmente scoperto, resta bloccato da un'esplosione provocata dal diabolico ragazzo. È giunta l'occasione per dar corpo alle speranze tanto attese: ma al momento di entrare nella stanza di Angela, a Jimmy manca il coraggio. Costei si consola quindi con l'architetto. Ma l'arrivo degli ospiti e il carosello di vicende, nonché l'abbandono di Ignazio da parte della siovane segretaria-amante hanno scosso il noioso tran tran della matura coppia, che, nel congedarsi dagli ospiti, sembra aver ritrovato l'accordo di un tempo.

Valutazione Pastorale

il film si alterna tra la commedia erotica e la farsa senza aver né il mordente della prima né la franca risata della seconda. Manca al regista ed allo sceneggiatore la capacità per rendere plausibili le situazioni boccaccesche ma soprattutto grottesche del film, con un Turi Ferro evidentemente poco convinto da un copione che lo costringe addirittura ad "appollaiarsi" su di un armadio come nelle vecchie farse da filodrammatica provinciale, ed una Antonelli decisamente spaesata. Quanto all'architetto e figlio, siamo alla solita caratterizzazione scipita e assolutamente priva di nerbo della nuova generazione di attori italici. Farcito di trovate al limite del risibile e certo non riscattato, nella sostanziale morbosità della vicenda, dall'assenza di scene erotiche spinte, il film costituisce il classico esempio di come si possa sfruttare le prurigini di un pubblico sempre più demotivato e superficiale.

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