MARIUS E JEANNETTE

Valutazione
Ambiguità, Discutibile, dibattiti**
Tematica
Famiglia, Famiglia - genitori figli, Lavoro, Politica-Società, Rapporto tra culture
Genere
Allegorico
Regia
Robert Guediguian
Durata
102'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
MARIUS ET JEANNETTE
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Robert GuediRobert Guedi
Musiche
Autori vari
Montaggio
Bernard Sasia

Sogg e Scenegg.: Robert Guedi-guian, Jean-Louis Milesi - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Bernard Cavaliè -Mus.: Autori vari - Montagg.: Bernard Sasia - Dur.: 102' - Produz.: Gilles Sandoz

Interpreti e ruoli

Gerard Meyland (Marius), Ariane Ascaride (Jeanette), Pascale Roberts (Caroline), Jacques Boudet (Justin), Frédérique Bonnal (Monique), JeanPierre Darroussin (Dédé), Laetitia Pesenti (Magali), Miloud Nacer, Pierre Banderet, Monique Meylan, Marc Bordure, Michèle Camizuli, Blanche Guichou, Jacques Menichetti.

Soggetto

L'Estaque è il nome di un quartiere popolare di Marsiglia. Qui Marius vive solo, fa il guardiano in un immenso cementificio in disuso che domina la zona e che presto verrà demolito. Anche Jeanette vive all'Estaque, fa la cassiera in un supermercato e con il suo scarso stipendio cerca di far crescere i due figli adolescenti (il più piccolo di pelle mulatta) e di mandare avanti il minuscolo appartamento in cui tutti vivono e che si affaccia su un piccolo cortile insieme a tanti altri. Jeanette è spesso nervosa, irrascibile, liti-ga col suo direttore, viene licenziata, passa le giornate a casa e i vicini, soprattutto due coppie, Caroline e Justine, Monique e Dedee, cercano di tirarla su con battute, risate ma anche unendosi alla sua protesta contro il cat-tivo andamento delle cose. Mentre Jeanette sta risistemando con vernice e pennelli le pareti di casa, arriva casualmente Marius, si ferma ad aiutare, va via, poi si ripresenta, comincia a fermarsi, invitato a pranzo. Jeanette ha mol-ti dubbi sull'opportunità di iniziare una nuova relazione, pensa che per lei il momento sia ormai passato, ma intanto le difficoltà quotidiane incombono, stare soli con i figli è sempre più difficile. Anche Marius ha molti problemi, con il presente e con il passato, quando moglie e figli erano morti in un incidente di macchina. Tra i due alla fine comincia un rapporto d'affetto e d'a-more, che però sembra destinato a non durare. Marius lascia Jeanette, va in un bar dove si accende una grande rissa, poi esce, e più tardi gli amici lo riprendono ubriaco sul lungomare, lo portano a casa di Jeanette, lo adagiano sul letto accanto a lei. Quando si svegliano, i due si giurano amore eterno. Su un ponte della città camminano tutti personaggi della storia, visti di spalle, e la voce fuori campo informa sui loro destini futuri.

Valutazione Pastorale

Nel finale sono ricordati “tutti gli operai ai quali il film è dedicato”. Il film stesso dunque fa esplicita dichiarazione di proporsi come un affresco delle classi periferiche e proletarie urbane, evidenziandone le difficoltà degli abitanti per sbarcare il lunario quotidiano: una fatica reiterata e insistita che si traduce in un logorio caratteriale, nel non riuscire a gestire in modo soddisfacente i rapporti sia pubblici che privati. Sullo sfondo, il piccolo ambiente popolare, dove i problemi di uno diventano problemi di tutti e scompare la dimensione individuale del vivere. Ambiente povero ma non squallido, sentimenti e comportamenti misurati, situazioni realistiche ammantate da sfumature poetiche che vorrebbero rifarsi al ‘realismo poetico francese’ anni Trenta di Renè Clair e Marcel Carnè. Se qualcosa non convince, e dal punto di vista pastorale da spazio a non poche ambiguità, è il taglio a tesi del film, il suo voler dimostrare a tutti i costi la “bontà” dei protagonisti, vittime indifese di meccanismi sociali più grandi di loro. Confuso ma interessante il discorso su Dio e sugli integralismi, da sottolineare per il rispetto che evidenzia per le varie forme di spiritualità. Anche se appesantito da troppi toni propagandistici, il film si suggerisce comunque per dibattiti. Utilizzazione: il film è da utilizzare un programmazione ordinaria e, soprattutto, in occasioni più mirate, dove sia possibile, con supporti e dibattiti ampi, discutere sul quadro sociale e politico che propone: il problema del lavoro nell’Europa unita del Duemila, il problema della famiglia, come conciliare affetti ed esigenze pratiche, la convivenza di culture diverse.

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