MESSAGGI QUASI SEGRETI

Valutazione
Inconsistente, scabrosità
Tematica
Adolescenza, Famiglia - genitori figli
Genere
Commedia
Regia
Valerio Jalongo
Durata
92'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
Lucinda Coxon, Barry Devlin, Valerio Jalongo, Sandro Petraglia Valerio Jalongo
Musiche
Dario Lucantoni
Montaggio
Giorgio Venturoli

Sogg.: Valerio Jalongo - Scenegg.: Lucinda Coxon, Barry Devlin, Valerio Jalongo, Sandro Petraglia - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Cian De Buitlear - Mus.: Dario Lucantoni - Montagg.: Giorgio Venturoli - Dur.: 92' - Produz.: Clesi Cinematografica, Film Master

Interpreti e ruoli

Ivano Marescotti (Tommaso Saitta), Brendan Gleeson (Frank Ferguson), Giulio Di Mauro (Simone Saitta), Ingrid Craigie (Audrey Ferguson), Niamm O'Byrne (Alison Ferguson), Gavin Kelty (Darren), Frankie Mc Cafferty (Brendan), Gary Fitzpatrick (Mick), Anita Zagaria, Annamaria Mentuccia, Mick Nolan, Moya Farrelly.

Soggetto

Il giovane Simone è in partenza per l'Irlanda dove, com'è consuetudine di molti adolescenti italiani, i genitori lo mandano a trascorrere un periodo presso una famiglia locale. Simone mostra poco entusiasmo e il padre Tommaso è irritato dall'indolenza del figlio. Arrivato a Dublino, Simone viene condotto a casa, un minuscolo appartamento popolare, nella periferia della città, e sistemato nella camera da letto della figlia Alison, a Londra per un lavoro estivo. Il padre Frank fa il metronotte, la moglie Audrey è casalinga. Simone capisce subito di non potersi sentire a casa propria, telefona al padre, che però insiste perché rimanga in quel posto. Rassegnato, Simone una sera conosce all'improvviso Alison, tornata senza preavviso da Londra, dove si è fatta licenziare. Alison veste sempre di nero ed è in perenne contestazione dei genitori e della famiglia. Subito si riaccendono i contrasti con il padre, che la vorrebbe più "normale". Dopo una lite furibonda, Alison scappa di casa e Simone la segue. Tommaso, informato, arriva dall'Italia e, insieme a Frank, si mette alla ricerca del figlio. I ragazzi vorrebbero andare ad un raduno rave che però viene cancellato, e ripiegano sulla partecipazione ad una grande scritta da dipingere sul traghetto per l'Inghilterra. Sulla spiaggia, padri e figli si ritrovano. Le difficoltà e le paure passate li hanno riavvicinati, anche se i ragazzi subito corrono verso la nave con la scritta pacifista sopra.

Valutazione Pastorale

dice il regista: "E' la storia di un viaggio, di un allontanamento da casa, perché solo distaccandosene possiamo capire chi siamo, cosa vi abbiamo ricevuto di prezioso. Ed è proprio grazie a questo allontanamento che è poi possibile ritrovarsi e superare i conflitti generazionali. E' anche un incontro tra due famiglie, due culture, due classi sociali". Di spunti quindi ce ne sarebbero, ma il film ne annulla l'interesse, svolgen- doli in maniera vecchia, stereotipata, un po' qualunquista. Prevale il conformismo dell'anticonformismo nei dialoghi e nelle situazioni imperniate sul conflitto padri-figli e su quello borghesi-operai. Forse tutto ciò va attribuito alla regia che mostra precise carenze nell'incapacità di raccontare i fatti e i personaggi. Dal punto di vista pastorale, il film diventa quindi inconsistente, perché pieno di luoghi comuni con punte di retorica e banalità. Da segnalare alcune scabrosità. Utilizzazione: il film è poco adatto alla programmazione ordinaria. Pur con i limiti sopra indicati può essere proposto in rassegne mirate per alcuni spunti sugli argomenti elencati in precedenza.

Le altre valutazioni

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