MIO COGNATO

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti**
Tematica
Famiglia, Gangster, Male
Genere
Drammatico
Regia
Alessandro Piva
Durata
90'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
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Distribuzione
01 Distribution
Musiche
Ivan Iusco
Montaggio
Thomas Woschitz

Orig.: Italia (2003) - Sogg. e scenegg.: Andrea Piva, Alessandro Piva, Salvatore De Mola - Fotogr.(Panoramica/a colori): Gian Enrico Bianchi - Mus.: Ivan Iusco - Montagg.: Thomas Woschitz - Dur.: 90' - Produz.: Giovanni Veronesi per Dada Film, RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Sergio Rubini (Toni), Luigi Lo Cascio (Vito), Mariangela Arcieri, Alessandra Sarno, Carolina Felline

Soggetto

A Bari nel giorno del battesimo del figlio di Toni, al cognato Vito viene rubata la macchina. Subito Toni, imprenditore di piccolo calibro, dedito a traffici più o meno leciti, rassicura Vito: si mettono subito in movimento e in breve tempo l'auto sarà ritrovata. Vito è un uomo modesto e tranquillo, poco propenso a prendere iniziative fuori dal comune. Ma Toni lo costringe a seguirlo. Comincia così una scorribanda notturna in locali e posti isolati. Toni incontra personaggi equivoci, parla al telefono con persone che gli danno appuntamenti, litiga, trova il vetro della propria auto rotto, finisce a casa di un'amica molto intima. E Vito è sempre con lui, ora incredulo ora scocciato. Quando arriva l'alba in un piazzale vuoto, Toni trionfante indica a Vito la sua macchina. Il cognato, soddisfatto e contento di aver trascorso una notte insolita che gli ha permesso di conoscere meglio il parente, si avvicina. Non appena apre il cofano, la macchina esplode.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una storia che, con taglio originale, riesce a raccontare la malavita fuori dai consueti cliché e da vari stereotipi. Azzeccato risulta l'aver messo fianco a fianco due caratteri del tutto opposti senza pretendere di farli per forza convivere. L'amicizia tra Toni e Vito nasce forse a poco a poco ma viene subito brutalmente interrotta in una sorta di apologo amaro ma per niente compiaciuto.C'é infatti un nitido realismo di fondo nel dipanarsi del viaggio dei due, tutto giocato su tonalità notturne e scure. Un viaggio che si fa cronaca nera, e insieme studio di costume, dolente riflessione sulla confusione tra criminalità e innocenza, sul buono che paga le colpe del cattivo, sull'esile confine che corre tra trdimento e amicizia. Racconto efficace dunque su uno spaccato di vita italiana tutt'altro che esemplare ma restituito con note non consolatorie, di allarme e di denuncia. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come accettabile, certamente problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza di minori, e da proporre in occasioni mirate per affrontare i molti argomenti che suggerisce, sotto il profilo umano e sociale.

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