MO’ BETTER BLUES *

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Amicizia, Musica
Genere
Drammatico
Regia
Spike Lee
Durata
130'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
MO' BETTER BLUES
Distribuzione
V.I.P.
Musiche
Bill Lee
Montaggio
Sam Pollard

Sogg. e scenegg.: Spike Lee - Fotogr. (normale/a colori): Ernest Dickerson - Mus.: Bill Lee - Montagg.: Sam Pollard - Dur.: 130' - Produz.: Spike Lee - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Denzel Washington (Bleek Gilliam), Spike Lee (Giant), Wesley Snipes (Shadow Henderson), Joie Lee (Indigo Downes), Lynda Williams (Clarke Bentan court), Giancarlo Esposito

Soggetto

Quando non ha ancora sette anni e solo per la severità di sua madre che lo vuole musicista, Bleek Gilliam passa ore ed ore nello studio della tromba. Da adulto diventa un trombettista applauditissimo e costituisce una brillante band, della quale si occupa come manager il suo amico di infanzia Giant, che divide il proprio tempo fra il complessino e folli scommesse sui cavalli. Per Bleek non c'è che il jazz: le due donne che se lo contengono con gelosia Indigo la maestrina, di colore come lui, e la seducente Clarke lo sanno bene. Quest'ultima, ottima cantante, tenta da prima di entrare nella band, poi tradisce Bleek con Shadow Henderson il sassofonista, ma Bleek non reagisce anche se si dichiara disposto a cacciarlo (non lo farà, poiché sono amici da troppo tempo). Frattanto Giant, ingolfato nei debiti viene orribilmente pestato dai sicari dei creditori. Amareggiato e infuriato, per salvare l'amico, Bleek al termine di un "a solo" si precipita nel vicolo dietro la sala dove lui e i suoi si stanno producendo, ma viene malmenato e si ritrova con le labbra spaccate: per lui è la catastrofe in quanto non riuscirà più a suonare. La band passa ora a Shadow, con Clarke come voce solista. Senza più il conforto della musica e consegnata la tromba al fedele Giant, Bleek torna allora da Indigo la quale, da prima recalcitrante, cede poi all'uomo che dice di amarla, malgrado alcuni anni di scontroso silenzio e che la implora di salvargli la vita. Il matrimonio alla presenza di tutti i vecchi amici in festa, è allietato dalla nascita di Miles. Dopo alcuni anni il piccolo comincia ad esercitarsi sotto la esperta guida del celebre padre, a differenza di lui non rinunciando a qualche gioco con i coetanei.

Valutazione Pastorale

Non è un film "sul jazz", ma sull'egoismo di un jazzman, preso più dal proprio mestiere, che dalle sue donne, usate in tranquilla alternativa. Bleek è appunto un egocentrico, generoso solo con il suo antico compagno di giochi, che soccorre appena portato a termine un "a solo" da vertigine, rimettendoci labbra e carriera. Il film di Lee è la sua storia, con in più un occhio di riguardo alla negritudine ed un sottile disprezzo per i bianchi (sfruttatori, traffichini o superficiali che siano). Vuole anche essere e in questo riesce in pieno avvertito omaggio a John Coltrane, sassofonista oltre che a Charles Mingus e a Miles Davis, essi pure musicisti, poiché il lato migliore del prodotto sta nella splendida colonna musicale, con larghe citazioni dei predetti come autori ed interpreti, insieme a brani del quartetto Branford Marsalis e di Terence Blanchard. Anche la fotografia è di buon pregio. Tuttavia la storia, pur drammatica, non incide poi molto: si ha l'impressione più di un rigoroso professionista, tra l'altro ben vestito e ben alloggiato, che di un virtuoso. Nuoce infine al film di Lee, a parte l'eleganza puramente formale, la slabbrata trivialità di molti dialoghi, perfino sottolineata (come se le parole non fossero abbastanza esplicite) da gesti scurrili. Valida l'interpretazione sia di Denzel Washington sia della debuttante e seducente Lynda Williams.

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