MO’ VI MENTO “Lira di Achille”

Valutazione
Consigliabile, superficiale
Tematica
Famiglia, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Francesco Gagliardi, Stefania Capobianco
Durata
100'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Europictures
Soggetto e Sceneggiatura
Francesco Scotto, Lorenzo De Luca, Francesco Gagliardi, Stefania Capobianco
Fotografia
Giovanni Mammolotti
Musiche
Pericle Odierna

Interpreti e ruoli

Giovanni Scifoni (Massimo Della Bozza), Enrica Guidi (Elena Guarracino), Daniele Monterosi (Achille Alfresco), Benedetta Valenzano (Lucia), Adolfo Margiotta (Carlo Spampanato, il killer)

Soggetto

Candidato in un collegio del Sud Italia, Achille Alfresco è un politico con forti ambizioni, al punto da aver chiamato la sua lista “Mo’ vi mento”. Per tenere fede al nome, è abituato a coltivare i propri interessi spacciandoli per verità…

Valutazione Pastorale

Si può sprecare qualche riga per spiegare che il sottotitolo è riferito alla Lira, nel senso della vecchia moneta nazionale di cui il capo partito auspica il ritorno. Il copione ha poi una partenza che pretenderebbe una qualche originalità, mettendo, come narratore uno scrittore, che non riuscendo a scrivere, si rassegna a fare il portaborse per il futuro onorevole. Da qui si dipana a poco a poco una lunga lista di personaggi piccoli e grandi, che dovrebbero riempire l’affresco di questo lembo di Sud. Accanto allo scrittore mancato, ingenuo e colto, sfila così una lunga lista di figurine ora più ora meno rilevanti. Ma con differenze fin troppo evidenti: dal killer mancato Carlo, alla sfacciata Giuliana, dalla bella Cinzia all’improbabile sindaco Quagliano. Tutti fanno da cornice ai tre protagonisti : Daniele Monterosi (Alfresco), Giovanni Scifoni (Massimo Dalla Bozza), Enrica Guidi (Elena Guarracino). Si prova un certo imbarazzo a collocare questo film nelle categoria del bello e del brutto. Se ne comprende il senso, se ne afferra il tentativo di irridere usi e costumi italici, non si capisce dove voglia arrivare lo sforzo encomiabile degli attori per rivitalizzare una materia che la regia tende sistematicamente a nascondere. Dal punto dei vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, e segnato da superficialità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria come proposta di commedia italiana dai toni incerti e improbabili.

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