MOLTO RUMORE PER NULLA ***

Valutazione
Accettabile-riserve, Brillante
Tematica
Teatro
Genere
Commedia
Regia
Kenneth Branagh
Durata
114'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
MUCH ADO ABOUT NOTHING
Distribuzione
Lucky Red
Soggetto e Sceneggiatura
Kenneth Branagh Dal lavoro teatrale "Much ado about nothing" di William Shakespeare
Musiche
Patrick Doyle
Montaggio
Andrew Marcus

Sogg.: Dal lavoro teatrale "Much ado about nothing" di William Shakespeare - Scenegg.: Kenneth Branagh - Fotogr.: (panoramica/a colori) Roger Lanser - Mus.: Patrick Doyle - Montagg.: Andrew Marcus - Dur.: 114' - Produz.: Stephen Evans, David Parfitt, Kenneth Branagh

Interpreti e ruoli

Kenneth Branagh (Benedetto), Emma Thompson (Beatrice), Robert Sean Leonard (Claudio), Kate Beckinsale (Hero), Denzel Washington (Don Pedro), Keanu Reeves (Don Juan), Michael Keaton (Dogberry), Richard Briers (Leonato)

Soggetto

don Pedro, Principe di Aragona, giunge dopo una vittoriosa campagna alla villa dell'amico Leonato, e si adopera affinchè un suo giovane ufficiale, il principe Claudio, sposi la bella Hero, unica figlia dell'ospite. Inoltre egli ordisce una trama per far fidanzare l'inveterato scapolo Benedetto, altro suo fido, con la saggia ma apparentemente scorbutica Beatrice. Tutto sembra procedere per il meglio, ma il perfido Don Juan, fratello del principe d'Aragona, che è stato riabilitato da un precedente tradimento, e odia il fratello ed il suo protetto Claudio, fa si che costui e Don Pedro scambino per Hero, ingannati dall'oscurità, la servetta Margarita, impegnata in inequivocaboli effusioni con Borracho, uno dei soldati di Don Juan. Il fiero ripudio da parte di Claudio della fanciulla all'atto delle nozze, spalleggiato da Don Pedro, getta nella costernazione Leonato e nella disperazione l'innocente fanciulla, mentre Don Juan si dà alla fuga. Ma la ronda sorprende Borracho a confidare al compagno Corrado il malfatto. I due vengono arrestati: Leonato, su consiglio del confessore di famiglia, fa credere Hero morta, e saputo frattanto dallo strampalato Dogberry della di lei innocenza, convoca Claudio per l'indomani per sposare, a riparazione del malfatto, la presunta figlia del fratello, che in realtà non è altri che Hero: i giovani possono così convolare a giuste nozze, imitati da Benedetto e Beatrice, e Don Juan, catturato, verrà messo agli arresti coi suoi complici.

Valutazione Pastorale

sul collaudato ed abusato schema della commedia elisabettiana, che attinge al teatro greco-latino, Kenneth Branagh, lasciate le cupe atmosfere del suo “Enrico V” (1989), si lancia in una vertiginosa, solare e ricca rivisitazione del testo di William Shakespeare conservandone tutte le cadenze e l'incanto didascalico-descrittivo, ma miscelando, col manovrare sapientemente gesti e dinamiche degli attori, (tutti eccellenti, a parte l'incolore Keanu Reeves), e con il vertiginoso ma mai frenetico muoversi della cinepresa, il teatro ed il cinema. Ne risulta uno spettacolo assai godibile, dove il gioco delle parti, dei dialoghi ora teneri ora polemici ora didascalici, di cui vive il teatro del grande drammaturgo, si mescola in un frizzante cocktail con lo splendido paesaggio toscano, dove la sontuosa Villa Vignamaggio costituisce il palcoscenico e le quinte, e le dolci colline del Chianti il fondale, che viene opportunamente sottolineato all'inizio con il gioco del quadro dipinto da Leonato che diviene reale scena dell'azione, a sottolineare l'eterno gioco tra verità e finzione rappresentativa della stessa che è peculiare del teatro. Ottima la solare fotografia di Lanser e la suggestiva ed appropriata colonna sonora di Patrick Doyle. Uno spettacolo di classe che rivela l'indubbio talento di Branagh, a suo agio sul palcoscenico come sullo schermo. Qualche riserva per certe espressioni colorite e per l'avventura ancillare non pregiudica certo l'accettabilità del film.

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