MORTACCI

Valutazione
Discutibile, Grossolano
Tematica
Metafore del nostro tempo
Genere
Grottesco
Regia
Sergio Citti
Durata
102'
Anno di uscita
1989
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
MORTACCI
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
David Grieco, Vincenzo Cerami, Ottavio Lemma, Sergio Citti Sergio Citti
Musiche
Francesco De Masi
Montaggio
Ugo De Rossi

Sogg.: Sergio Citti - Scenegg.: David Grieco, Vincenzo Cerami, Ottavio Lemma, Sergio Citti - Fotogr.: (panoramica/a colori) Cristiano Pogany - Mus.: Francesco De Masi - Montagg.: Ugo De Rossi - Dur.: 102' - Produz.: Unione Cinematografica

Interpreti e ruoli

Carol Alt (Atma), Malcolm Mc Dowell (Edmondo), Vittorio Gassman (Domenico), Galeazzo Benti (Tomaso), Sergio Rubini (Lucillo), Mariangela Melato (Jolanda), Aldo Giuffré, Andy Luotto, Alvaro Vitali, I Gemelli Ruggeri, Nino Frassica

Soggetto

in un cimitero, di notte, i morti escono dalle loro tombe a deambulare e far quattro chiacchiere, vispi e di buon umore e tuttavia impazienti, poiché il ricordo dei familiari li tiene ancora vivi, mentre loro altro non desiderano che di essere lasciati davvero in pace e, con questo, liberi per sempre. Domenico, il becchino (che, uno dopo l'altro, ne ha tranquillamente depredato i cadaveri) lo sa e li conosce tutti. Ci sono alcuni soldati della guerra '15/'18; Alma della quale è ancora teatralmente e visceralmente innamorato l'attore Edmondo; il grasso e "saggio" Tomaso (che è il decano della insolita tribù); Lucillo (dato per disperso del contingente italiano di una missione ONU in Libano, poi tornato a piedi al paese suo, che ne ha fatto un eroe, utilissimo alla economia locale) ed una coppia di amici, Felice e Giggetto, in vita loro pseudo-ciechi, bidonati da una ballerina Jolanda, a cui per rivalsa rubano la borsetta, finendo però investiti da un treno, per cui lei (ora vecchia) porta alla tomba, in un sussulto di rimorsi, fiori, lumini e lacrime. Morirà anche l'attore, stupefatto poiché crede nella immortalità dell'Artista. E, poiché la rivoltella che costui di solito maneggia in scena per una volta non è scarica, resterà ucciso anche Domenico. All'alba il cancello, davanti al quale si affollano genitori, vedove e figli in visita resta chiuso.

Valutazione Pastorale

la tesi di questo irritante e stolido grottesco è la seguente: lasciate stare i morti qui sviliti in mortacci anzi dimenticateli: staranno meglio, saranno lieti e si sentiranno finalmente liberati da ricordi appiccicosi e ipocrisie terrene. Grottesco lo spunto, ma facilone e avventato. Annaspante e rozza la confezione, comunque destinata a lasciare un'allumacatura di disagio e di irritazione. Un conato cemeteriale, un assemblaggio fastidioso di sceneggiate grossolane con macchiette ed episodi delle singole vite anche prolisse. È già molto che le assemblee notturne non siano di zombi. D'accordo che di frequente gli omaggi floreali sanno di routine e che altrettanto spesso i vivi sostino nei cimiteri con straordinaria fretta, sbattendo in partenza gli sportelli delle loro auto con malcelata soddisfazione. Ma non si tenti neppure di cercare nel film valori inesistenti, qualocosa almeno di rispettoso, o un fioco bagliore di affetto e di rimpianto: men che mai che, negli sproloqui di un Tommaso o di un Domenico, il crinale misterioso e terribile fra Morte e Al di là risulta appena intravisto e sfiorato.

Le altre valutazioni

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