MR. BROOKS

Valutazione
Discutibile, crudezze
Tematica
Famiglia, Male, Psicologia
Genere
Thriller psicologico
Regia
Bruce A. Evans
Durata
120'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Mr. Brooks
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Musiche
Ramin Djawadi
Montaggio
Miklos Wright

Orig.: Stati Uniti (2007) - Sogg. e scenegg.: Bruce A. Evans & Raynold Gideon - Fotogr.(Panoramica/a colori): John Lindley - Mus.: Ramin Djawadi - Montagg.: Miklos Wright - Dur.: 120' - Produz.: Jim Wilson, Kevin Costner, Raynold Gideon.

Interpreti e ruoli

Kevin Costner (mr. Brooks), Demi Moore (Tracy Atwood), William Hurt (Marshall), Dane Cook (mr. Smith), Marg Helgenberger (Emma Brooks), Ruben Santiago Hudson (Hawkins), Aisha Hinds (Nancy Hart), Lindsay Crouse (cap. Lister), Jason Lewis (Jesse Vialo), Danielle Panabaker (Jane Brooks)

Soggetto

Earl Brooks è un uomo d'affari di successo, ha una moglie e una figlia studentessa che gli danno soddisfazione. Brooks ha anche un'altra vita: é un assassino seriale conosciuto come il 'killer delle impronte'. La sua patologia emerge quando un suo malvagio 'alter ego' arriva e lo spinge a compiere delitti. Stavolta tuttavia Brooks commette l'errore di farsi sorprendere da un fotografo ficcanaso che subito decide di ricattarlo. Inoltre l'ennesimo crimine accende l'interesse di Tracy, una poliziotta molto tenace. Per Brooks comincia la strada discendente.

Valutazione Pastorale

Il copione, del tutto originale, é ben congegnato e incalzante. La suspence tiene un ottimo ritmo, cresce in concomitanza con lo stringersi degli spazi intorno al protagonista. Si viaggia sui toni di un thriller stringato e svelto, affidato ad attori convincenti e ad una regia giusta. Il tema è delicato: lo stimolo, irrefrenabile, ad uccidere qualche sconosciuto senza motivazioni ma per il solo gusto di farlo. E poi sfidare l'impossibilità di essere riconosciuti. La patologia è seria e profonda, gli effetti ad alto rischio, anche nei confronti degli affetti familiari. Ma gli intenti di riflesione restano secondari. Interessa di più la possibilità di mettere di fronte un 'malvagio' quasi inconsapevole, altri che lo diventano, e una giustizia che non si rassegna. Ne esce un film tutto di 'genere' che, dal punto di vista pastorale, è certamente da valutare come discutibile e segnato da crudezze. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza di minori. Stessa cura per i più piccoli è da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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