NAJA

Valutazione
Ambiguità, Discutibile, dibattiti
Tematica
Amicizia, Giovani
Genere
Drammatico
Regia
Angelo Longoni
Durata
99'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
NAJA
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Angelo Longoni, Massimo Sgorbani Tratto dal lavoro teatrale "Naja" di Angelo Longoni
Musiche
Paolo Vivaldi
Montaggio
Mauro Bonanni

Sogg.: Tratto dal lavoro teatrale "Naja" di Angelo Longoni - Scenegg.: Angelo Longoni, Massimo Sgorbani -Fotogr.: (Panoramica/a colori) Italo Petriccione - Mus.: Paolo Vivaldi -Montagg.: Mauro Bonanni - Dur.: 99' - Produz.: Cecchi Gori Group Tiger Cinematografica

Interpreti e ruoli

Stefano Accorsi (Tonino), Lorenzo Amato (Claudio), Enrico Lo Verso (Carmelo), Francesco Siciliano (Franco), Adelmo Togliani (Luca), Claudia Pandolfi (Bruna), Luciano Federico (Paolo), Pietro Genuardi., Paolo Triestino, Marco Morellini, Andrea Rispoli, Luca Negroni, Marzio Campi, Francesco Ciaralli.

Soggetto

In una calda domenica d'estate, quando tutti gli altri si preparano alla libera uscita, cinque militari di leva sono invece "consegnati" in seguito ad un episodio di vandalismo del quale sono stati ritenuti responsabili: qual-cuno ha distrutto i lavandini dei bagni di una camerata mentre i cinque erano di corvè. Il più anziano dei cinque, Franco, confida sul fatto di convincere il capitano a revocare la punizione, ma il tentativo va a vuoto e ciascuno rima-ne sul letto impotente e frustrato. Franco minaccia Claudio, accusandolo di non voler rivelare qualcosa sull'episodio. Tonino pensa a come avvertire del-la propria assenza la fidanzata Bruna, che come tutte le domeniche è in arri-vo alla stazione. Luca, instabile di carattere, sfoga tutta la rabbia di non pote-re uscire per soccorrere la madre malata e abbandonata dal marito. Carmelo lo aiuta a fuggire, garantendogli complicità. Bruna intanto, uscita dalla sta-zione, si dirige verso il bar di fronte alla caserma, viene avvicinata da Paolo, anche lui militare, che tenta un 'abbordaggio' ma poi rinuncia e preferisce tenerle compagnia. Quando Bruna capisce che per quel giorno non vedrà il fidanzato, affida a Paolo una lettera da portare a Tonino, in cui gli annuncia di essere incinta. Luca perde il treno, è fuori di sé, si sfoga, accusando per telefono il padre di indifferenza, incontra Bruna, poi arrivano i carabinieri e lo riportano in caserma. Qui, lasciato solo e alterato dall'alcool, strappa i fili del telefono e si impicca. Saputo dell'arresto di Luca, gli altri quattro si rin-facciano accuse e sospetti. Ci sono scontri violenti tra Franco e Carmelo e Claudio viene sospettato di essere lo spione. Claudio, che vorrebbe nascon-dere le proprie tendenze omosessuali, annuncia che Luca si è ucciso. La gior-nata giunge al termine. Arriva Paolo, consegna la lettera a Tonino, che la legge e si lascia andare ad un pianto misto di gioia per la notizia del figlio in arrivo e di rabbia per la morte dell'amico.

Valutazione Pastorale

all’origine c’è uno spettacolo teatrale, scritto dallo stesso Angelo Longoni che dirige il film, rappresentato a lungo in Italia, poi tradotto e messo in scena anche in Francia. L’ambiente chiuso della camerata, che ben si addiceva al palcoscenico, si dilata e si disperde nella versione cinematografica, la tensione drammatica, pur innegabile, si allenta, il ritmo perde mordente. Ciò che viene a mancare è la motivazione profonda che manda avanti le vicende dei cinque protagonisti: sono tutti nervosi, incerti, instabili, depressi perché la naja li ha portati a questo stato? La camerata come luogo della resa dei conti è concentrato e proiezione di quello che c’è ‘fuori’? La società è in preda ad un profondo malessere, e quindi è inutile perdere un anno di tempo in un servizio svuotato e che fa venire fuori i peggiori istinti di ciascuno? Domande tante, risposte poche, e molte ambiguità a percorrere un film ora realistico ora troppo costruito e recitato con qualche punta di enfasi. Dal punto di vista pastorale, vanno comunque apprezzati il richiamo finale alla vita che nasce e l’attenzione per le psicologie dei singoli protagonisti, elementi in grado, tra alti e bassi, di proporsi come utili per un dibattito. Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, per un pubblico maturo e con attenzione per i minori. Opportuno, come detto, proporlo per parlare del tema del servizio militare in Italia oggi, magari con adeguati supporti e materiali utili ad una seria riflessione.

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