NATALE A BEVERLY HILLS

Valutazione
Futile, grossolanità
Tematica
Il comico
Genere
Farsesco
Regia
Neri Parenti
Durata
100'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Filmauro
Musiche
Bruno Zambrini
Montaggio
Luca Montanari

Orig.: Italia (2009) - Sogg. e scenegg.: Neri Parenti, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni, Alessandro Pondi, Paolo Logli - Fotogr.(Panoramica/a colori): Daniele Massacesi - Mus.: Bruno Zambrini - Montagg.: Luca Montanari - Dur.: 100' - Produz.: Luigi e Aurelio De Laurentiis per Filmauro.

Interpreti e ruoli

Christian De Sica (Carlo), Michelle Hunziker (Serena), Sabrina Ferilli (Cristina), Massimo Ghini (Aliprando), Alessandro Gassman (Marcello), Gianmarco Tognazzi (Rocco), Paolo Conticini (Claudio), Vittorio Emanuele Propizio (Lele), Michela Quattrociocche (Susanna), Jo Champa (Fiamma), Rossano Rubicondi (giovane all'aeroporto), Amanda Van Annan (Janet), Jeanene Fox (Sonia), Candace Kita . (Gioia)

Soggetto

Due vicende a Los Angeles. Carlo incontra per caso la ex moglie Cristina con il figlio Lele, che lui non ha mai visto. La donna ora é insieme al padre putativo Aliprando. Per stare con il figlio, Carlo si spaccia per missionario laico, in realtà é un perditempo che vive alle spalle di altre donne. Alla fine ne incontra un'altra, che é la mamma di Susanna, la ragazzina cui Lele sta facendo la corte. Nell'altra vicenda, Marcello e Serena sono vicini al matrimonio, quando lei, in seguito ad una sbronza, si trova a passare una notte insieme a Rocco, amico di scuola di Marcello. Rocco si innamora di Serena e fa di tutto per impedire le nozze tra i due.

Valutazione Pastorale

Se é vero, per ammissione dello stesso produttore, che ogni film di questa 'serie' é uguale al precedente, anche un sia pur minimo commento non può che ripetere quello dell'anno prima. La palese vuotaggine della trama e l'insistita ricerca di situazioni che cercano la comicità quasi solo in spunti sessuali e in giochi verbali erotici da stanco repertorio da avanspettacolo crea un 'vuoto' cinematografico difficile da definire in modo soddisfacente. Trionfano il livello zero del divertimento e le acrobazie di attori che sguazzano in un copione appesantito da artificiosità e ripetizioni fino alla noia. E' vero che l'umorismo 'basso' e di grana grossa non è una novità per il cinema italiano (vedere per credere certe commedie degli anni '50 e '60), ma questo non giustifica l'insistenza su storielle che rinunciano in modo programmatico a cercare qualche spunto un po' più consistente. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come futile e infarcito di grossolanità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben conoscendo il suo scadente livello sopra indicato e quindi la conseguente modestia della proposta.

Le altre valutazioni

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