NOI CREDEVAMO

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Mario Martone
Durata
169'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Francia, Italia
Distribuzione
01 Distribution
Musiche
Hubert Westkemper
Montaggio
Jacopo Quadri

Orig.: Italia/Francia (2009) - Sogg. e scenegg.: Mario Martone, Giancarlo De Cataldo liberamente ispirati a vicende storiche realmente accadute e al romanzo "Noi credevamo" di Anna Banti - Fotogr.(Panoramica/a colori): Renato Berta - Mus.: Hubert Westkemper (brani da Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini, Gioacchino Rossini) - Montagg.: Jacopo Quadri - Dur.: 169' - Produz.: Carlo Degli Esposti, Conchita Airoldi, Giorgio Magliulo.

Interpreti e ruoli

Luigi Lo Cascio (Domenico), Valerio Binasco (Angelo), Francesca Inaudi (Cristina di Belgiojoso giovane), Andrea Bosca (Angelo giovane), Edoardo Natoli (Domenico giovane), Luigi Pisani (Salvatore), Andrea Renzi (Sigismondo), Renato Carpentieri (Carlo Poerio), Guido Caprino (Felice Orsini), Ivan Franek (Simon Bernard), Stefano Cassetti (Carlo Rudio), Michele Riondino (Saverio), Roberto De Francesco (don Ludovico), Toni Servillo (Giuseppe Mazzini), Luca Barbareschi (Antonio Gallenga), Luca Zingaretti (Francesco Crispi), Fiona Shaw (Emilie Ashurst Venturi), Anna Bonaiuto (Cristina di Belgiojoso), Peppino Mazzotta (Carmine)

Soggetto

Tre ragazzi del sud Italia, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Lungo quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine poco conosciute degli anni che arrivano fino al 1860, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore vengono segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari. Sullo sfondo si succedono gli avvenimenti più conosciuti, e i conflitti implacabili tra i 'padri della patria'.

Valutazione Pastorale

Da alcuni anni Mario Martone pensava a questo scenario storico. "Io e De Cataldo - spiega- abbiamo individuato tre figure 'minori' tra i cospiratori italiani dell'Ottocento e abbiamo attribuito le loro vicende a tre personaggi di nostra immaginazione: intorno a queste vicende é stato costruito il racconto, composto di fatti, comportamenti e parole attinti rigorosamente alla documentazione storiografica. Uno dei tre personaggi é ispirato al protagonista del romanzo di Anna Banti 'Noi credevamo'. Solo una parte del libro confluisce nel film, ma il titolo mi é apparso bellissimo e adatto per l'insieme del racconto (...)". Sono vicende aggrovigliate e talvolta non facili da dipanare, dal momento che attraversano zone diverse d'Italia, Stati differenti, modi e forme degli atteggiamenti da assumere non di rado opposti tra loro. Martone parla di un "...albero genealogico che va dai patrioti del Risorgimento, attraverso i partigiani, al movimento degli anni '70 fino ai giorni nostri". Si capisce da qui che si tratta di una materia ancora tutta da elaborare, difronte alla quale il regista stesso ha costruito un grande, solido, robusto affresco che alla Mostra di Venezia durava 3h e 24' e, per l'uscita nelle sale, ha ridotto di 34': "...per rendere - dice- il film più fruibile...e anche se qualcosa non viene capito non importa, anzi sarà uno stimolo ulteriore alla riflessione". Un film dunque di notevole impegno, che ribadisce la necessità di arrivare ad una memoria condivisa sulle radici della nazione italiana. Dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da riprendere nei tempi lunghi (insieme ad altri titoli sull'argomento) come avvio alla riflessione sul tema centrale del risorgimento italiano.

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