NOMI E COGNOMI

Valutazione
Consigliabile, Realistico, dibattiti
Tematica
Famiglia, Lavoro, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Sebastiano Rizzo
Durata
104'
Anno di uscita
2015
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Draka Distribuzione
Musiche
Valentino Corvino
Montaggio
Annalisa Forgione

Orig.: Italia (2013) - Sogg. e scenegg.: Camilla Cuparo - Fotogr.(Panoramica/a colori): Simone Zampagni - Mus.: Valentino Corvino - Montagg.: Annalisa Forgione - Dur.: 104' - Produz.: Corrado Azzolini per Draka Production.

Interpreti e ruoli

Enrico Lo Verso (Domenico Riva), Maria Grazia Cucinotta. (Anna Riva), Marco Rossetti (Lorenzo), Antonio Stornaiolo (Gaetano Giglio), Totò Onnis (Nino La Greca), Mingo De Pasquale (comm. Martini), Barbara Tabita. (Carla Martini), Dino Abbrescia (Cesare Ricci), Ninni Bruschetta (Mario De Libertis), Aurelio D'Amore, Marco Pezzella, Paolo Strippoli, Titti Cerrone, Giorgia Masseroni.

Soggetto

Domenico Riva, stimato professionista della carta stampata, da Milano rientra con la famiglia in un piccolo paese del Sud Italia, sua terra d'origine. Alla direzione del quotidiano locale, prova ad attivare un progressivo risveglio della coscienza civile del luogo, dove negli anni si è sedimentata una poco simpatica assuefazione alla presenza del malaffare. Coadiuvato da una giovane redazione, Riva batte con frequenza il tasto della necessità di un impegno al servizio della verità. Il primo impegno è mettere a nudo tutta la corruzione che corre dentro la costruzione della nuova discarica. Più volte avvertito di cambiare strada, Riva insiste, il giornale perde i finanziamenti e chiude. Per niente scoraggiato, Riva raduna la redazione a casa propria per continuare a fare uscire la testata che ora si chiama "Nomi e cognomi". La situazione però si fa sempre più tesa, la moglie Anna è andata via con le due figlie, nel timore di un evento che di lì a poco diventa triste realtà. Riva viene ucciso per strada.

Valutazione Pastorale

Sebastiano Rizzo comincia nel 1999 come attore di teatro, gira un corto nel 2012, alcuni videoclip, è nel cast di molte serie televisive. Avendo girato un doc sulla tragica vicenda di Giuseppe Fava, aveva pensato di dedicare a lui l'intero film. Poi il peso del copione si è equilibrato su un maggiore coinvolgimento del ruolo dei giornalisti vittime dell'attaccamento alla verità. Sud Italia dunque, ma senza eccedere in personalizzazioni. L'argomento ingloba una larga fetta del cinema di denuncia sociale italiano dagli anni '50 fino agli '80 di Peppino Impastato e di Giuseppe Siani. Cinema che non si arrende, che lotta contro gli schemi consolidati. E giornalismo che recupera il mito della stampa libera e barricadiera. Bisogna dire che è sempre da elogiare il ritorno su certe situazioni che danno la misura di una 'frontiera' chiusa e difficile da superare. Il mito del giornalista corsaro magari non sarà più di attualità ma è bello che un film se ne occupi, che i titoli di coda ricordino nomi di uomini ammazzati per poter svolgere il loro lavoro. "Un risarcimento" lo ha definito Enrico Lo Verso, che qui è un Riva deciso e convinto. La materia è intensa e non sempre dosata a dovere. Qualche passaggio un po' semplice, qualche ingenuità, qualche ripetizione ma Lo Verso e la Cucinotta (la moglie) restituiscono bene i dolori del contrasto tra vita pubblica e privata. Un'opera prima imperfetta e proprio per questo incoraggiante. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, realistico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni per avviare riflessioni intorno ai molti argomenti che propone.

Le altre valutazioni

Sfoglia l'archivo
Ricerca un film
Ricerca Film