NON E’ MAI TROPPO TARDI

Valutazione
Raccomandabile, problematico ***
Tematica
Amicizia, Malattia, Morte, Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Rob Reiner
Durata
96'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Bucket List
Distribuzione
Warner Bros Italia
Musiche
Marc Shaiman
Montaggio
Robert Leighton

Orig.: Stati Uniti (2007) - Sogg. e scenegg.: Justin Zackham - Fotogr.(Panoramica/a colori): John Schwartzman - Mus.: Marc Shaiman - Montagg.: Robert Leighton - Dur.: 96' - Produz.: Craig Zadan, Neil Meron, Rob Reiner.

Interpreti e ruoli

Jack Nicholson (Edward Cole), Morgan Freeman (Carter Chambers), Sean Hayes (Thomas), Beverly Todd (Virginia Chambers), Rob Morrow (dott. Hollins), Rowena King (Angelica), Verda Bridges (Shandra), Brian Copeland . (Lee)

Soggetto

Nella stessa stanza d'ospedale si trovano il ricchissimo Edward Cole, proprietario di quella e di tante altre strutture, e Carter Chambers, meccanico in pensione. Sono entrambi malati terminali e, dopo aver fatto tra loro una minima conoscenza, decidono di ribellarsi alla malattia. Così fuggono dall'ospedale e cominciano un viaggio intorno al mondo, durante il quale faranno tutte quelle cose che non hanno mai osato fare prima. Dopo i primi entusiasmi, qualcosa va storto e, quando tornano, Carter muore. Al funerale Edward ricorda con accenti commossi quello sconosciuto che era diventato il suo migliore amico.

Valutazione Pastorale

Bella, struggente, misurata parabola sull'incontro tra due uomini diversi in tutto e che invece scoprono inaspettati valori comuni. La sintesi tra la voglia di non arrendersi al male e la capacità di cogliere il bello prima in luoghi lontani e poi nelle piccole-grandi gioie della vita quotidiana crea scintille emotive forti e sprazzi di riflessione intensi e mai banali. Gli spigoli caratteriali si smussano nelle reciproca stima, nella sensazione di avere la possibilità di arricchirsi reciprocamente, tracciando una linea unica tra creatività, amicizia, amore, rispetto e, sopratutto, la dignità del dolore sopportato senza commiserarsi. Tra qualche rischio di retorica, ben evitato, si affacciano momenti di ricerca verso la Fede, con accenni sempre rispettosi e per niente artificiosi. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come raccomandabile, e problematico in ordina ai temi delle malattia, del dolore, della perdita. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre in molte occasioni come prodotto americano che affianca capacità commerciali (gli interpreti e la regia) e intensità di argomenti trattati.

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