OH BOY – UN CAFFE’ A BERLINO

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Anziani, Famiglia - genitori figli, Giovani, Lavoro, Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Jan Ole Gerster
Durata
75'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Germania
Titolo Originale
Oh Boy
Distribuzione
Academy Two
Musiche
Cherilyn MacNeil, The Major Minor
Montaggio
Ania Siemens

Orig.: Germania (2012) - Sogg. e scenegg.: Jan Ole Gerster - Fotogr.(Panoramica/B&N): Philipp Kirsamer - Mus.: Cherilyn MacNeil, The Major Minor - Montagg.: Ania Siemens - Dur.: 75' - Produz.: Schiwago Film.

Interpreti e ruoli

Tom Schilling (Niko Fischer), Friederike Kempter . (Julika Hoffmann), Marc Hosemann (Matzde), Justus von Dohnànyi (Karl Speckenback), Katharina Schuttler (Elli), Arnd Klawitter (Phillip Rauch), Martin Brambach (Jorg), Andreas Schroders (psicologo), Inga Birkenfeld (Hanna), Ellen Schlootz . (Stella)

Soggetto

Nella Berlino di oggi, più periferia che centro, ecco la giornata del giovane Niko Fischer. Un interrogatorio alla polizia per capire se può avere ancora la patente; uno spettacolo teatrale d'avanguardia; un incintro al bar con un anziano che cade vittima dei mai elaborati ricordi/incubi della guerra...

Valutazione Pastorale

Piccole annotazioni, incontri che bucano spicchi di giornata, nervi a fior di pelle, difficile rapporto con il padre, l'incapacità di capire cosa fare veramente di se stessi. Intorno una città certo ricca di proposte eppure indifferente, affidata ad un fotografia in B&N che prova ad asciugare qualunque orpello di gradevolezza quotidiana. L'opera prima di Jan Ole Gerster si risolve in un controcanto asciutto e aspro, dal realismo forte e penetrante, specchio di una generazione giovanile priva di ideali e interessi, incapace di scegliere a quale valore legarsi. Il percorso di Niko nella metropoli tedesca pedina smarrimenti sociali nazionali, con uno stile distratto e sbilanciato, tra Godard e Herzog, tra nouvelle vague e nuovo cinema tedesco. Il risultato pè di bella efficacia descrittiva e intimistica, amara cronaca di uno che non si inserisce, non accetta l'autorità, si lascia andare verso l'uscita dalla società produttiva. Film da meditare che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e, meglio, in occasioni mirate per avviare riflessioni sui molti spunti che propone, sotto il profilo storico e stilistico. Qualche attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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