OPEN WATER

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Cinema nel cinema, Mare, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Chris Kentis
Durata
79'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Open water
Distribuzione
Eagle Pictures
Musiche
Matt Colleran
Montaggio
Chris Kentis

Orig.: Stati Uniti (2003) - Sogg. e scenegg.: Chris Kentis, Laura Lau - Fotogr.(Normale/a colori): Mark Fishman - Mus.: Matt Colleran - Montagg.: Chris Kentis - Dur.: 79' - Produz.: Laura Lau.

Interpreti e ruoli

Blanchard Ryan (Susan), Saul Stein (Seth), Estelle Lau (Estelle Lau), Daniel Travis . (Daniel)

Soggetto

I coniugi Daniel e Susan decidono di concedersi una vacanza dallo stress del lavoro e arrivano su un isola dove, insieme ad altri, prendono parte ad una escursione subacquea. Capita però che, a causa di alcune mancate comunicazioni e della distrazione dell'equipaggio, i due non vengono raccolti al momento di tornare in porto. Rimasta sola in alto mare, la coppia all'inizio si dispone ad aspettare, ignorando la situazione. Col passare del tempo però la stanchezza comincia a farsi sentire, insieme alla rabbia e, soprattutto, alla paura degli squali. Colto da crampi, Daniel viene morso da uno di questi esemplari e, quando arriva la notte, muore. Anche Susan, ormai convinta che i soccorsi non arriveranno più, si lascia andare stremata e finisce sottacqua. A riva, la mattina dopo, un marinaio si accorge della assenza dei due. Partono le ricerche. Viene ucciso uno squalo: dentro ci sono i resti di Daniel e Susan.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un film a basso budget, di taglio quasi sperimentale, girato in digitale e incentrato sulla (quasi)unità di tempo, di luogo e d'azione. La fuga dal lavoro che stressa si risolve in una vacanza da incubo che impone di confrontarsi con la stordita superficialità degli impiegati ai villaggi ma anche con la crudeltà autentica del mondo della natura e degli animali. Piccoli rinvii simbolici si agitano nelle acque insieme ai due coniugi, prototipo di una middle-class americana confusa, indecisa, incauta. La solitudine della coppia, la claustrofobia delle scelte di vita, il fatalismo dell'errore imprevedibile: segnali che il raccontino, arguto e incisivo, lancia con precisione tra ansia e vibrazioni psicologiche. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, problematico e adatto a dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza dei minori. Da proporre come come interessante produzione americana indipendente. Stessa cura per i più piccoli é da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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