ORIGINAL SIN

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Letteratura
Genere
Drammatico
Regia
Michael Cristofer
Durata
116'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Original sin
Distribuzione
Medusa Film
Soggetto e Sceneggiatura
Michael Cristofer tratto dal romanzo "Waltz into darkness" di Cornell Woolrich
Musiche
Terence Blanchard
Montaggio
Eric Sears

Orig.: Stati Uniti (2000) - Sogg.: tratto dal romanzo "Waltz into darkness" di Cornell Woolrich - Scenegg.: Michael Cristofer - Fotogr.(Scope/a colori): Rodrigo Prieto - Mus.: Terence Blanchard - Montagg.: Eric Sears - Dur.: 116' - Produz.: Michael S.Glick.

Interpreti e ruoli

Antonio Banderas (Luis Vargas), Angelina Jolie (Julia Russel/Bonnie), Jack Thompson (Alan Jordan), Thomas Jane (Walter Downs/Billie), Pedro Armendariz (Jorge Cortés), Gregory Itzin. (colonnello Worth), Allison Mackie (Augusta Jordan), Joan Pringle (Sara), Cordelia Richards . (Emily Russell)

Soggetto

A Cuba alla fine dell' '800, Luis Vargas, titolare con altri di un'avviata piantagione di caffé, ha deciso di sposarsi con un'americana e si reca al porto per accoglierla. Julie (questo il suo nome) gli rivela di avergli spedito una fotografia falsa, ma Luis accoglie ugualmente la donna a casa. Si celebra il matrimonio e i due, dopo qualche giorno di attesa, vengono travolti dalla reciproca passione. A questo punto Luis concede alla moglie il libero accesso ai conti bancari e la invita a scrivere alla sorella Emily che tutto è a posto. Quando tempo dopo Emily arriva sul posto, afferma che la lettera ricevuta non poteva essere di Julie. Luis la cerca ma la moglie è scomparsa portandosi via tutti i soldi. In preda alla rabbia, Luis viene avvicinato da Walter, che dice di essere un investigatore privato in cerca della vera Julie. Luis gli chiede di aiutarlo a trovare la 'sua' Julie perchè vuole ucciderla. Insieme arrivano a L'Avana e qui Luis rivede Julie. Lei allora gli confessa di chiamarsi Bonnie, di essere un'attrice e di avere agito con un complice, un altro attore. Poi i due si baciano, lui é innamoratissimo, si trasferiscono a Cardenas, dove vivono felici. Quando Walter porta la notizia che Julie Russell è stata trovata morta e lui e Betty si scambiano un sospettoso dialogo, Luis si getta contro Walter e gli spara un colpo di pistola. Convinto di essere colpevole di omicidio, Luis cerca di recuperare soldi per poter fuggire. Una sera Bonnie esce per andare in farmacia, Luis la segue e le vede mentre si incontra con Walter, ossia il suo collega attore Billy. Al ritorno, Luis mette la moglie alle strette, la minaccia ma poi dice che l'ama e beve il caffè che lei aveva avvelenato. Pentita, Bonnie cerca di salvarlo, lo porta alla stazione. Qui arriva Billy che reclama da Bonnie i soldi. Luis spara a Billy e poco dopo Bonnie fa altrettanto, uccidendolo, poi Luis le muore tra le braccia. Ecco Bonnie in prigione, da dove ha raccontato ad un frate tutta la vicenda. La mattina dell'esecuzione, i gendarmi non la trovano: é uscita al posto del frate. Lo scenario si sposta in Marocco, dove Billie e Luis sono di nuovo insieme, lui al tavolo da gioco lei a suggerirgli le mosse giuste. Più innamorati che mai.

Valutazione Pastorale

Il soggetto è tratto da un romanzo di Cornell Woolrich, nome di punta del 'noir' statunitense, scrittore di forte intensità: al suo libro "It had to be a murder" Hitchcock si rivolse per girare 'La finestra sul cortile'. Il riferimento è voluto, per dire che l'autore letterario é importante e che quindi spetta poi al regista trasmetterne la sostanza nelle immagini. Operazione che invece Cristofer ha tranquillamente trascurato. Ne deriva che, per quasi due ore, la vicenda di Luis e Julia/Bonnie procede lungo un copione comprendente "amore, raggiro, vendetta, passione, inganno, ancora passione, ancora vendetta, fuga e ancora amore trionfante conclusivo" in un succedersi di stereotipi che rendono tutto banale e ripetitivo. Se a ciò si aggiunge che il tutto si svolge nella cornice un po' da cartolina della Cuba spagnoleggiante del 19° secolo e che il duo Banderas/Jolie è studiato in funzione di una costruzione divistica per palati semplici, se ne conclude che il film è una grossa occasione mancata. Sia il clima di vendetta sia le altre passioni descritte (come sempre, denaro, avidità, possesso...) hanno un tono più da fotoromanzo che di lezione morale. Non punge quindi il film (anche il ruolo del frate é già ben segnato) per ridursi ad uno spettacolo scoperto e prevedibile. Dal punto di vista pastorale, la valutazione può orientarsi sul discutibile: soprattutto per segnalare alcuni momenti di scabrosità, collocati nella parte iniziale e abbastanza superflui. UTILIZZAZIONE: avendo cura di non collocarlo in orari maggiormente rivolti ai minori, il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria. Ma non é un thriller, e non se ne vedono altri possibili usi.

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