PARIGI

Valutazione
Discutibile, velleitario
Tematica
Famiglia - fratelli sorelle, Malattia, Psicologia
Genere
Commedia
Regia
Cédric Klapisch
Durata
129'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
Paris
Distribuzione
Bim Distribuzione
Musiche
Loik Dury
Montaggio
Francine Sandberg

Orig.: Francia (2008) - Sogg. e scenegg.: Cédric Klapisch - Fotogr.(Scope/a colori): Christophe Beaucarne - Mus.: Loik Dury - Montagg.: Francine Sandberg - Dur.: 129' - Produz.: Bruno Levy.

Interpreti e ruoli

Juliette Binoche (Elise), Romain Duris (Pierre), Fabrice Luchini (Roland Verneuil), François Cluzet (Philippe Verneuil), Albert Dupontel (Jean), Karin Viard (la fornaia), Gilles Lellouche (Franky), Mélanie Laurent (Laetitia), Zinedine Soualem (Mourad), Julie Ferrier (Caroline), Olivia Bonamy (Diane), Farida Khelfa (Farida), Audrey Marnay (Marjolaine), Sabrina Ouazani (Khadija)

Soggetto

A Parigi il giovane Pierre apprende di essere malato al cuore e di avere pochi mesi di vita. Chiuso in casa, assistito dalla sorella Elise, comincia a guardare le persone che vede dal terrazzo con occhi diversi: venditori di frutta e verdura, la titolare di un forno, un'assistente sociale, un ballerino, un architetto e il fratello professore universitario, una modella, un immigrato clandestino dal Camerun. Tutti si muovono sullo sfondo della capitale francese.

Valutazione Pastorale

"Dopo parecchio cinema all'estero -dice Klapisch- avevo voglia di tornare a casa, nella mia città (...) Parigi é una città malinconica. C'è una malinconia qui che, curiosamente, é un modo per affrontare la vita e reagire, senza rassegnarsi, alle cose che accadono (...) Ho perfino pensato di chiamare il film 'Parigi, ritratto effimero di una città eterna' (...)". Questo titolo, poi accantonato, forse sarebbe stato più aderente alla realizzazione. Bisogna dare infatti credito al regista di aver fotografato l'architettura certo affascinante della città attraverso le sue epoche storiche (l'eterno) e di avervi collocato storie e personaggi di piccolo spessore e di scarsa personalità (l'effimero). Resta però la sensazione che la differenza tra i due poli non possa essere così grande, e che dunque é l'occhio del regista a 'vedere' solo quelle vicende nelle quali predominano morte, vita, affetti, lavoro, professioni, nelle forme più caduche e sbrigative. Molti passaggi narrativi sono approssimativi, schematici, incongrui (quelle ragazze nel mercato notturno...), altri tirati via, non funziona proprio quella 'ronde' che é il tratto speciale dei copioni corali. Il tono è frammentario, dispersivo, manca una comunicazione tra le persone, e un senso di neutra solitudine sembre dominare sugli altri. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come discutibile, e in buona parte velleitario. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e in altre circostanze (nell'ambito di titoli dedicati alla capitale francese), con attenzione per la presenza dei più piccoli. Stessa cura é da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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