PAROLE D’AMORE

Valutazione
Accettabile, Complesso, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia, Tematiche religiose
Genere
Metafora
Regia
Scott McGehee
Durata
104'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Bee Season
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
Naomi Foner Gyllenhaal Myla Goldberg dal proprio romanzo "La stagione delle api"
Musiche
Peter Nashel
Montaggio
Lauren Zuckerman

Orig.: Stati Uniti (20059 - Sogg.: Myla Goldberg dal proprio romanzo "La stagione delle api" - Scenegg.: Naomi Foner Gyllenhaal - Fotogr.(Scope/a colori): Giles Nuttgens - Mus.: Peter Nashel - Montagg.: Lauren Zuckerman - Dur.: 104' - Produz.: Albert Berger, Dr. Winfried Hammacher, Ron Yerxa.

Interpreti e ruoli

Richard Gere (Saul Naumann), Juliette Binoche (Miriam Naumann), Flora Cross (Eliza Naumann), Max Minghella (Aaron Naumann), Kate Bosworth (Chali), Kathy McGraw . (Debby Haywood)

Soggetto

Eliza Naumann, undici anni, si accorge di essere molto brava nello scomporre in lettere le parole. Il padre Saul, docente di religione, se ne accorge con qualche ritardo ma poi ne é entusiasta e la incoraggia a partecipare alle varie selezioni dei campionati studenteschi. Aaron, fratello più grande di Eliza, subisce molto la presenza del padre, cerca di ribellarsi ed entra in conflitto con lui, andando via di casa. Miriam, la mamma, accusa qualche debilitazione psichica, ruba oggetti che chiude in un magazzino e non riesce a sua volta a dialogare con il marito. Nelle gare eliminatorie Eliza ottiene molto successo. Quando Saul la accompagna alle finali nazionali, Aaron, convinto da una ragazzina conosciuta in città, ha provato ad imbracciare il buddhismo; Miriam é stata ricoverata in ospedale per squilibri nervosi. Nella giornata conclusiva però, Eliza, alla prova decisiva, vede tutta la famiglia presente tra il pubblico. Decide allora di sbagliare e di perdere la competizione. Così facendo, aiuta i suoi cari a ritrovare l'armonia perduta.

Valutazione Pastorale

Negli Stati Uniti, come si sa, le gare di spelling esistono veramente, rivolte soprattutto a ragazzi in età scolastica. E' ovvio che l'esistenza di una simile competizione trova credibilità in quanto affidata alla lingua inglese e alle sue differenze tra il modo di scrivere e quello di pronunciare (lo stesso vale per altre Nazioni). Detto quindi che in Italia i presupposti del racconto risultano alquanto annacquati, restano però da evidenziare alcune notazioni non secondarie che la storia suggerisce. L'operazione di scomposizione riporta in primo piano l'importanza della parola come luogo dove può avvenire una forte ricerca sul divino. Tra parola e luce si instaura a poco a poco un parallelo di grande rilevanza, che permette di superare divisioni profonde e di ritrovare luoghi comuni di dialogo. Il nucleo familiare spezzato da confusione e fughe tra religioni e confessioni (ci sono ebraismo e cristianesimo, si dà spazio al buddismo) ritrova compattezza quando qualcuno cede qualcosa agli altri: la parola spezzata dallo spelling si ricompone. La parola diventa luogo di una ricerca spirituale che può condurre a crescita e maturazione. Film anche coraggioso che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, complesso nel percorso narrativo e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre come avvio alla riflessione sui temi sopra indicati, quali il lavoro sulla parola, le differenze linguistiche, il rapporto tra parola scritta e parola in immagini.

Le altre valutazioni

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