PAURA D’AMARE (FRANKIE & JOHNNY) *

Valutazione
Discutibile, Scabrosità
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Garry Marshall
Durata
116'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
FRANKIE & JOHNNY
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Terrence Mc Nally tratto dal lavoro teatrale "Frankie and Johnny in the clair de lune'' di Terrence Mc Nally
Musiche
Marvin Hamlisch
Montaggio
Battle Davis, Jacqueline Cambas

Sogg.: tratto dal lavoro teatrale "Frankie and Johnny in the clair de lune'' di Terrence Mc Nally - Scenegg.: Terrence Mc Nally - Fotogr.: (normale/a colori) Dante Spinotti - Mus.: Marvin Hamlisch - Montagg.: Battle Davis, Jacqueline Cambas - Dur.: 116' - Produz.: Garry Marshall

Interpreti e ruoli

Al Pacino (Johnny), Michelle Pfeiffer (Frankie), Hector Elizondo Kate Nelligan (Nick), Jane Morris (Cora), Nathan Lane (Nedda), Al Fann (Tim), Greg Lewis (Luther), Fernando Lopez, Glenn Plummer

Soggetto

uscito di prigione dopo un breve soggiorno (ha falsificato un assegno), Johnny trova lavoro in una "cafeteria", mettendo a profitto le sue esperienze di cuoco: è un tipo estroverso cinquantenne e si fa ben volere. Comincia presto a corteggiare Frankie, una spenta cameriera delusa dalla vita, e passa rapidamente ad un amore apertissimo. Tra una ordinazione e l'altra, le esternazioni di Johnny si susseguono. Lei resiste e lui insiste, lei ha paura che un nuovo affetto a trentasei anni si risolva in una ulteriore delusione e Johnny la circonda di premure e di sentimenti genuini. E, quando ha appreso da lei che vi era stato un marito violento, il quale le aveva fatto perdere il nascituro, per cui Frankie di figli non potrà averne più, il cuoco non fa che centuplicare la propria passione. La coppia, non più giovanissima, fra lacrime e sorrisi pensa seriamente al matrimonio.

Valutazione Pastorale

storia in sostanza semplice del genere commedia dei sentimenti, più esplosivi quelli del simpatico cuoco, più pavidi e repressi quelli di Frankie. Una storia dal punto di vista narrativo affrontata con tocchi leggeri da parte del regista Garry Marshall. Ma con le frustrazioni di Michelle Pfeiffer lo scintillio non si può pretendere di trovarlo né nel suo modesto alloggetto metropolitano, né tra i tavoli della "cafeteria", ai cui clienti frettolosi le parole d'amore, farfugliate dai due di qua e di là dal bancone, non interessano. Grazie alla carica di simpatia di un Al Pacino in gran forma espansivo, delicato e sincero le ritrosie e i timori finiranno con il cadere e i pessimi ricordi di una povera donna, che di lividi nel cuore ne accusa parecchi, sono destinati a sparire. Si ha spesso, è ben vero, paura di amare e di rischiare, ma per vincerla non vi è che un mezzo: provarci una volta ancora. Nel film di Marshall gli elementi positivi si alternano a quelli negativi. A una prima parte più leggera e amena anche nei dialoghi seguono momenti più stiracchiati e di troppa verbosità. La recitazione di Al Pacino, tutto tenerezze e profferte pazienti e quella della Pfeiffer, invelenita e lunatica, sono ben calibrate. Ma vi sono presenti molte scabrosità.

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