PAYBACK – LA RIVINCITA DI PORTER

Valutazione
Discutibile, ambiguità**
Tematica
Genere
Grottesco
Regia
Brian Helgeland
Durata
100'
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Payback
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
tratto dal romanzo "The hunter" di Richard Stark
Musiche
Chris Bordman
Montaggio
Kevin Stitt

Orig.: Stati Uniti (1998) - Sogg.: tratto dal romanzo "The hunter" di Richard Stark - Scenegg.:Brian Helgeland e Terry Hayes - Fotogr.(Scope/a colori) : Ericson Core - Mus.: Chris Bordman - Montagg.: Kevin Stitt - Dur.: 100' - Produz.: Bruce Davey.

Interpreti e ruoli

Mel Gibson (Porter), Gregg Henry (Val), Maria Bello (Rosie), David Paymer (Stegman), Bill Duke (detective Hicks), Deborah Kara Unger (Lynn), William Devane (Carter), Lucy Alexis Liu, Jack Conley, Kris Kristofferson, James Coburn

Soggetto

Porter e Val, due ladri amici tra loro, mettono a segno un colpo molto facile. Quando si accingono a dividere a metà il bottino di 140mila dollari, Val commette tre errori: si impadronisce di tutti i soldi, prende con sè la moglie di Porter e gli spara più volte contro nell'intento di finirlo. Ma Porter, grazie ad un provvidenziale intervento, guarisce, e si mette in giro per la città con un solo pensiero: recuperare i soldi. Torna a casa, ritrova la moglie Lynn, assiste all'arrivo di un corriere che le porta la consueta dose di eroina e non può fare niente per impedire che la donna muoia, stroncata da una iniezione di troppo. Messosi alla ricerca dell'ex amico Val, viene a sapere che ora lavora nell'organizzazione criminale chiamata 'The Outfit'. Cerca dapprima di entrare in contatto diretto con lui, ma Val a sua volta non ha più i soldi e dice che dovrebbe farseli anticipare dai suoi capi. Porter ci crede e non ci crede, ma alla fine perde la pazienza e decide di andare direttamente da questi "capi". Si reca prima da Carter, terzo livello dell'organizzazione, che cerca di farlo ragionare ma viene ucciso. Le cose non vanno meglio nemmeno con il secondo livello, e allora Porter punta direttamente sul capo. Ne rapisce il figlio nel giorno del compleanno, suscitandone una rabbia incontrollata ma infine ottenendo la soddisfazione a lungo cercata, la restituzione della sua parte, 70mila dollari. Ora, in compagnia di Rosie, squillo d'alto bodo cui era stato legato in passato, Porter può cominciare a pensare ad una nuova vita.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un film girato da un esordiente regista americano e interpretato da Mel Gibson nel ruolo di un rapinatore che finisce per essere 'rapinato' e poi si mette alla caccia dell'amico traditore, con la ferma convinzione di esercitare un proprio diritto e di essere dalla parte del giusto. Si potrebbe definire il film di genere 'poliziesco' o del filone 'gangster', ma in questo caso, in maniera più esatta, sembra opportuno orientarsi sulla qualifica di 'grottesco' , a delinearne i momenti eccessivi e sopra le righe. Il racconto infatti é caratterizzato da numerose sequenze indubbiamente violente e in qualche caso superflue. Visto però nell'insieme, il film acquista una prevalente chiave narrativa terribilmente ironica. Tutti i personaggi sono messi alla berlina, ridicolizzati nei loro comportamenti brutali e inutili. Così il realismo della violenza viene abbassato, per dare risalto ad un mondo della malavita vuoto e senza alcun fascino.In certi passaggi, in cui tutti i personaggi si inseguono, si rincorrono, si spiano senza un motivo preciso, l'andamento sembra quello delle strisce di un fumetto. Dal punto di vista pastorale, il film, in questo alternarsi di situazioni di violenza, alcune più alcune meno giustificabili, è da valutare come discutibile, sottolineandone appunto alcune ambiguità. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria per un pubblico di adulti, in grado di farsi coinvolgere da una storia girata con bella professionalità, tutta dinamismo e azione. Da evitare l'utilizzo per un pubblico di minori.

Le altre valutazioni

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