PERDIAMOCI DI VISTA *

Valutazione
Discutibile, Scabrosità
Tematica
Handicap, Mass-media, Solidarietà-Amore
Genere
Commedia
Regia
Carlo Verdone
Durata
113'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
PERDIAMOCI DI VISTA
Distribuzione
Penta Distribuzione
Musiche
Fabio Liberatori
Montaggio
Antonio Siciliano

Sogg. e scenegg.: Carlo Verdone, Francesca Marciano - Fotogr.(panoramica/a colori): Danilo Desideri - Mus.: Fabio Liberatori - Montagg.: Antonio Siciliano - Dur.: 113' - Produz.: Cecchi Gori Group Tiger Cinematografica.

Interpreti e ruoli

Carlo Verdone (Gepy Fuxas), Asia Argento (Arianna), Aldo Maccione (Antonazzi), Sonya Gessner (Magda Roversi), Cosima Costantini (Ambra), Anita Bartolucci (Elda), Natalia Bizz (Aurora), Edmondo Tieghi, Massimo De Lorenzo, Mariangela Giordano, Louis Molteni, Lino Pannofino.

Soggetto

Gepy Fuxas, noto conduttore di "Terrazza Italiana" un programma televisivo squallido e senza scrupoli, al punto da non esitare a sfruttare ai fini dell'audience le disgrazie e i dolori altrui, si vede messo in discussione in diretta da Arianna, una giovanissima spettatrice. Sicuro di sè, la provoca a un contraddittorio diretto davanti alle telecamere sul caso di un'handicappata, accorgendosi troppo tardi che la ragazza è a sua volta paraplegica e causando le proteste indignate del pubblico e il proprio immediato licenziamento. Pur caduto irrimediabilmente in disgrazia, continua per qualche tempo a raccogliere consensi e richieste d'autografi dai suoi fan, ma in realtà, avendo fatto della televisione il suo unico perchè di vita, si sente un uomo finito. Esita tuttavia ad accettare una proposta di lavoro finanziariamente vantaggiosa da Antonazzi, un altrettanto volgare, se non peggiore, manager televisivo. Nel frattempo incontra in un parcheggio la giovane paraplegica, ricevendone un'ulteriore sferzata insieme a un invito a farle visita. Accetta con imbarazzo, e viene così a conoscere in maniera sperimentale alcuni dei reali problemi che affliggono il quotidiano di queste persone, duramente provate. L'incontro è motivo di confusione per Fuxas, per l'inevitabile confronto fra la propria presuntuosa sicumera d'illetterato (non legge, manca di preparazione culturale), dedito unicamente alle solite bravate televisive, e il coraggio, l'iniziativa, gli interessi culturali e sociali di Arianna. Respinge quindi con decisione la proposta di lavoro dello spregiudicato e scurrile manager e si dedica ad Arianna. Dopo un incidente provocato da un suo maldestro movimento intorno alla carrozzina di lei, che causa la rottura del telaio e riduce drammaticamente ogni possibilità di autonomia per la ragazza per tutto il tempo necessario alla riparazione del mezzo, Gepy si adopera all'insaputa di lei perchè venga curata da uno specialista cecoslovacco di grande fama. Le offre una vacanza a Praga, passa una notte d'amore con lei, e la costringe praticamente a sottoporsi a una penosa quanto inutile visita specialistica, che le suscita ribellione e indignata ripulsa. "Perdiamoci di vista" grida Gepy: ma poi accorre appena la vede in pericolo.

Valutazione Pastorale

Apprezzabile per l'argomento - la situazione problematica dell'handicappato come pure la satira (sboccata, però) nei confronti di certa "televisione spazzatura" che infesta i nostri schermi - il film di Verdone non lo è altrettanto sul piano narrativo, risultando improbabile sia l'interessamento di Arianna per l'ignobile conduttore televisivo, sia la repentina "conversione" di lui dalla spregiudicatezza più cinica a un rapporto rispettoso e delicato con Arianna, che l'ha folgorato con la sua fierezza, nonostante l'handicap. Il ritmo del film risulta infatti, in qualche momento, inceppato da alcune insistenze o diluito in superfluità evitabili, mentre la recitazione di Verdone presenta momenti felici e gamme espressive indovinate (prova di notevoli intuizioni psicologiche nei confronti di fragili portatori di handicap, dotati di intraprendenza e dignità talvolta eccezionali e sorprendenti per noi "normali") e quella di Asia Argento risulta assai promettente per un futuro di attrice. Tematicamente, comunque, i problemi dei non autosufficienti sono appena sfiorati e le loro reazioni psicologiche e affettive, come pure i loro limiti sul piano relazionale e sessuale sono trattati sommariamente e con una certa superficialità. Fastidiose infine le intemperanze verbali e le allusioni scabrose abbastanza ricorrenti.

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