PRANZO DI NATALE

Valutazione
Accettabile-riserve, realistico
Tematica
Famiglia
Genere
Commedia
Regia
Daniele Thompson
Durata
106'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
La buche
Distribuzione
BIM - Columbia TriStar Films Italia
Musiche
Michel Legrand
Montaggio
Emmanuelle Castro

Orig.: Francia (1999) - Sogg. e scenegg.: Daniele e Christopher Thompson con la partecipazione amichevole di Helene Filieres - Fotogr.(Scope/a colori): Robert Fraisse e Jean Harnois - Mus.: Michel Legrand - Montagg.: Emmanuelle Castro - Dur.: 106' - Produz.: Les Film Alain Sarde/TF1 productions.

Interpreti e ruoli

Emmanuelle Beart (Sonia), Sabine Azema . (Louba), Charlotte Gainsbourg (Milla), Claude Rich (Stanislas), Françoise Fabian (Yvette), Christopher Thompson (Joseph), Jean-Pierre Darroussin (Gilbert), Samuel Labarthe (Pierre), Isabelle Carre (Annabelle), Helene Fillieres . (Veronique)

Soggetto

A Parigi è il 21 dicembre. Al funerale dell'ultimo compgano della mamma, si ritrovano le tre sorelle Louba, Sonia e Milla. Ne approfittano per fissare impegni e dividersi i compiti in viata del pranzo che a Natale riunità tutta la famiglia. Louba fa la cantante in un cabaret russo, non é sposata ma é l'amante di un uomo sposato con figli. Sonia ha marito e figli. Milla è la più giovane, in attesa di costruirsi un futuro. Il papà vive per conto proprio ormai da molti anni. Milla intanto fa amicizia con un giovane che alloggia nella foresteria della grande casa di famiglia: questi é a sua volta separato e ha una bambina di cinque anni. Quando il padre si rifà vivo, il confronto con i familiari é tutt'altro che idilliaco: con la ex moglie ricordano i momenti belli ma si rinfacciano amori passati, alcuni rivelati solo per l'occasione: e si capisce ora che il giovane alloggiato nella foresteria é un figlio illegittimo dell'uomo. Sonia, che sembra la più solida, dice al padre che sta per lasciare il marito Pierre. Il 24 dicembre il vecchio padre viene ricoverato in ospedale per un infarto. La cena di Natale a questo punto è l'ultimo tentativo per tenere in piedi i frammenti della famiglia.

Valutazione Pastorale

Daniele Thompson si è affermata nel cinema come sceneggiatrice. Figlia di Gerard Oury (regista di commedie di successo: "Il cervello" é scritto da lei), la Thompson esordisce nella regia con un copione naturalmente da lei stessa scritto, con l'aiuto del marito Christopher. L'espediente narrativo non è nuovo, ed anzi vanta tantissimi precedenti: il Natale, festa tradizionale e comandata del calendario occidentale, diventa l'occasione per mettere insieme persone, legate da vincoli parentali, che si vedono poco o quasi mai. E questa occasione a sua volta genera confronti che seguono strade imprevedibili, il più delle volte legate alla voglia di giudicarsi, rinfacciarsi colpe, scambiarsi ripicche, insomma trarre bilanci non sempre esaltanti. Così succede anche in questo caso. Il merito dell'autore che di volta in volta prende in mano questa storia deve allora essere quello di farla apparire nuova, come se fosse trattata per la prima volta. La Thompson nell'insieme ci riesce. E, nonostante l'accumulo di traversie e casi sfortunati, la lievità dello scrittura rende ogni situazione viva e vitale, non ci sono artifici, dialoghi e convinta presenza degli attori offrono la credibilità necessaria alla storia. Il disagio che serpeggia tra i parenti è sofferto, non c'é compiacimento, il tono è quello della 'commedia umana', dove il chiaroscuro è il colore prevalente e dove la famiglia non sarà il luogo ideale per vivere, ma quando manca, anche sgangherata, si avverte un vuoto fortissimo. Dal punto di vista pastorale dunque, il film, pur con qualche riserva per certi passaggi un po' fuori misura, è da valutare come accettabile, propio per il suo taglio fortemente realistico. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre in rassegne sui temi della famiglia, del Natale, della tavola come momento conviviale e di socializzazione.

Le altre valutazioni

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