PRENDIMI E PORTAMI VIA

Valutazione
Accettabile-riserve, semplicistico
Tematica
Famiglia, Politica-Società, Rapporto tra culture, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Tonino Zangardi
Durata
92'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Istituto Luce
Musiche
Andrea Guerra
Montaggio
Tonino Zangardi in collaborazione con Maddalena Colombo

Orig.: Italia (2003) - Sogg. e scenegg.: Gianluigi Bruni, Tonino Zangardi - Fotogr.(Scope/a colori): Marco Onorato - Mus.: Andrea Guerra - Montagg.: Tonino Zangardi in collaborazione con Maddalena Colombo - Dur.: 92' - Produz.: Alessandro Verdecchi.

Interpreti e ruoli

Valeria Golino (Luciana De Angelis), Rodolfo Laganà (Alfredo De Angelis), Antonino Iuorio (Otello), Claudio Botosso (avv. Antonini), Noah Lewis Scialom (Giampiero), Marilin Romana Hadzovic (Romana), Anna Longhi (Marisa), Francesca Vettori (prof.ssa Romoli), Nino Frassica (preside)

Soggetto

Roma, in un quartiere periferico dove si è insediata una comunità di zingari. Il piccolo Giampiero fa amicizia con la coetanea rom Romana. Alfredo, padre di Giampiero, che lavora nel negozio di frutta della madre, non vede di buon occhio queasta frequentazione; Luciana, la mamma, è più possibilista, oltre ad essere molto critica verso il marito e il suo lavoro. Luciana fa la pittrice, e un giorno in parrocchia arriva l'avvocato Antonini che acquista un suo dipinto. La crisi coniugale tra Luciana e Alfredo procede di pari passo al montare della rabbia del quartiere verso la comunità. Mentre il padre, per saldare i debiti di gioco, cede Romana ad un parente e Giampiero si mette in movimento per salvarla finendo per essere picchiato, un gruppo di locali si organizza e durante la notte assalta il campo dando fuoco a camion e roulotte. Alfredo resta coinvolto ma poi viene scagionato. Luciana, che ha tentato di iniziare una storia con Antonini uscendo con lui, ora lo chiama per sporgere denuncia contro gli assalitori. Il campo viene sgombrato. Romana si trasferisce. Scrive tuttavia a Giampiero di andarla a prendere. Il ragazzino parte e la raggiunge. Eccoli insieme a passeggiare sul lungomare.

Valutazione Pastorale

Le cronache riferiscono sui problemi legati all'insediamento delle comunità di zingari nel nostro Paese. Problemi che riguardano da un lato la precarietà dei luoghi dove si insediano (necessità di approntare servizi, le scuole per i bambini...); dall'altra il territorio in cui si fermano, ossia il rapporto con gli altri, i residenti. Un ventaglio di difficoltà che appartengono certamente alla costruzione di un atteggiamento mentale 'multiculturale', ossia di disponibilità, di apertura, di dialogo che può partire da entrambe le parti e deve trovare punti di incontro nei comuni valori della civiltà e del rispetto. Tutto facile a dirsi, meno facile da mettere in pratica, e anche da tradurre in immagini efficaci. Zangardi, tornando su un tema già affrontato in "Allulodrom" (1993), guarda all'argomento con buone intenzioni, con intenzioni di denuncia ma si perde in una scrittura del copione troppo prevedibile e nei volteggi di una regia oltremodo dispersiva. Qualche personaggio male abbozzato (la professoressa), poca attenzione ad una cultura anche spirituale delòi zingari e poca dimestichezza nel descrivere le sfumature sentimentali di Luciana tolgono al racconto la necessaria drammaticità. Tuttavia resta ben detto il discorso sulla violenza (degli zingari e delle borgate), sulla bambina vebduta come oggetto, sui piccoli come speranza per un futuro migliore. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come accettabile sia pure con riserve per un tono generale fin troppo semplicistico. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e recuperato come proposta italiana su un tema di stretta attualità.

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