PRISCILLA – LA REGINA DEL DESERTO

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Stephan Elliott
Durata
102’
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Australia
Titolo Originale
PRISCILLA, QUEEN OF THE DESERT
Distribuzione
Lucky Red
Soggetto e Sceneggiatura
Stephan Elliott
Musiche
Guy Gross
Montaggio
Sue Blainey

Sogg. e Scenegg.: Stephan Elliott - Fotogr.: (scope/a colori) Brian J. Breheny - Mus.: Guy Gross - Montagg.: Sue Blainey - Dur.: 102’ - Produz.: Al Clark, Michael Hamlyn - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Terence Stamp (Ralph/Bernadette), Hugo Weaving (Tick/Mitzi), Guy Pearce Bill Hunter (Adam/Felicia), Sarah Chadwick (Bob), Mark Holmes (Marion), Julia Cortez (Benji), Ken Radley (Cynthia), Alan Dargin (Frank)

Soggetto

Bernadette, Mitzi, e Felicia sono i nomi d’arte di Ralph, Tick e Adam, tre travestiti che si esibiscono in un collaudato musical-karaoke a Sidney. L’ultimo “amichetto” dell’attempata Bernadette è morto, e per distrarsi decide di accompagnare Mitzi ad Alice Springs, dove la ex moglie di questi ha organizzato una tournèe. Per trasportare i loro sgargianti costumi di scena, Ralph, Tick e Adam decidono di affittare un vecchio torpedone rosa shocking al quale hanno dato il nome di “Priscilla”. Ma il viaggio viene interrotto in pieno deserto per un guasto al mezzo. Tra i ricordi d’infanzia e confidenze sulla scoperta della loro “vocazione” transessuale, i tre approdano ad una cittadina dove un grasso e bonario meccanico, Bob, li aiuta a riparare il mezzo. Dopo uno show, un tentativo di linciaggio di Felicia ad opera di minatori infuriati sventato da Bernadette e Bob, e il ripudio della moglie orientale acquistata per corrispondenza da quest’ultimo, Bob segue i tre nuovi amici nell’avventura. Tick confida le sue preoccupazioni agli amici: è in realtà sposato, ed oltre alla moglie Marion, un figlio di otto anni lo attende ad Alice Springs; ma all’arrivo il ragazzino e la moglie lo accolgono con estrema simpatia e comprensione. Agli spettacoli assiste anche il rampollo, per nulla impressionato dall’ambiguità del padre, forse perché già abituato all’omosessualità della madre. Al genitore chiede se ha già, o intende farsi un compagno. Mentre moglie e figlio seguono Tick a Sidney, Bob e Bernadette, innamorati, decidono di fermarsi sul posto.

Valutazione Pastorale

a parte la pesantezza e le volgarità delle battute che si scambiano le tre “primedonne” in lustrini o in guepière o scenette piuttosto pesanti, quello che sconcerta di più in questa ennesima commedia sulla omosessualità è la propaganda, a volte subdola, a volte disinvolta, o sfacciata, della transessualità o dell’omosessualità come una cosa assolutamente “normale”. Marion, una madre, afferma esplicitamente: “Una sessualità è una scelta”, a proposito del figlio, il quale, una volta cresciuto, deciderà il da farsi. Se la sessualità, come altre facoltà dell’essere umano, è vista come un mezzo per esprimere amore, creatività, diffondere il seme ed il messaggio di nuove vite, il film riduce un dono del genere, non finalizzato da un fine etico, o perlomeno sociale (per non dire religioso o trascendentale) ad una risposta fisiologica diversa ad un istinto che invece, anche nel mondo animale, ha un preciso orientamento. Sembra banale, ma gli sbandieratori della promiscuità e dell’intercambiabilità dei comportamenti sessuali dimenticano che una nuova vita nasce dal connubio, a volte, è vero, irresponsabile o addirittura coatto, tra un essere di sesso maschile ed uno di sesso femminile. Ma evidentemente sotto operazioni del genere esistono tensioni e manovre che fanno capo a certe correnti che intendono guadagnare spazio nei confronti dell’opinione pubblica. Certo, nessuno deve permettersi di mettere alla gogna o perseguitare fisicamente e moralmente un omosessuale in quanto tale, o negargli comprensione e solidarietà, ma è assai arduo pensare ad una società “multisessuale” serena ed equilibrata.

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