PROMISED LAND

Valutazione
Consigliabile, banalità
Tematica
Ecologia, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Gus Van Sant
Durata
106'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Promised Land
Distribuzione
Bim Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
John Krasinki, Matt Damon
Musiche
Danny Elfman
Montaggio
Billy Rich

Orig.: Stati Uniti (2012) - Sogg: Dave Eggers - Scenegg.: John Krasinki, Matt Damon - Fotogr.(Panoramica/a colori): Linus Sandgren - Mus.: Danny Elfman - Montagg.: Billy Rich - Dur.: 106' - Produz.: Matt Damon, John Krasinski, Chris Moore.

Interpreti e ruoli

Matt Damon (Steve Butler), John Krasinski (Dustin Noble), Frances McDormand (Sue Thomason), Rosemarie DeWitt (Alice), Hal Holbrook (Frank Yates), Scott McNairy (Jeff Dennon), Titus Welliver (Rob), Dorothy Silver (Ariene), Sara Lindsay (Claire Allen), Karen Baum . (Lynn)

Soggetto

Agente di vendita per una importante società energetica, Steve Butler arriva con la collega Sue Thomason nella cittadina di McKinley. C'è la sensazione che i duri effetti della crisi economica convinceranno i cittadini ad accettare l'offerta della società, decisa ad acuistare i diritti di trivellazione nelle varie proprietà. A complicare le cose arrivano due presenze impreviste: l'insegnante locale Frank e l'attivista ambientalista Dustin. Le posizioni cominciano a rovesciarsi e per Steve diventa difficile raggiungere l'obiettivo...

Valutazione Pastorale

Più la storia va avanti più si stenta a riconoscerne la firma. E invece si: è proprio Gus Van Sant, lo stesso di "Will Hunting" (1989), "Paranoid Park" (2007), "Milk" (2008), "L'amore che resta" (2011). Ma di tutte le suggestioni presenti in questi film, qui non si ritrova niente. Dal giorno alla notte, cambiano scenari, ritmo,tensione. Sul copione cala una staticità inattesa. Nonostante la presenza di un piccolo (proprio piccolo) colpo di scena, la suspence non cresce mai, si naviga a vista in un clima basso alla camomilla. Una dimensione sotto tono sulla quale cadono alcuni momenti appesantiti da didascalismi, e moralismi vari (vedi il discorso finale di Steve). I temi restano ugualmente attuali, e il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, e tutavia segnato da banalità. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in successive occasioni come cronaca, sia pure mal ricostruita, di una ben precisa situazione economico-sociale statunitense.

Le altre valutazioni

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