PROVA SCHIACCIANTE *

Valutazione
Discutibile, Scabrosità
Tematica
Genere
Giallo
Regia
Wolfgang Petersen
Durata
99'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
SHATTERED
Distribuzione
Life International
Soggetto e Sceneggiatura
Wolfgang Petersen tratto dal romanzo di Richard Neely
Musiche
Alan Silvestri
Montaggio
Hannes Nikel, Glenn Faff

Sogg.: tratto dal romanzo di Richard Neely - Scenegg.: Wolfgang Petersen - Fotogr.: (panoramica/a colori) Lazslo Kovacs - Mus.: Alan Silvestri - Montagg.: Hannes Nikel, Glenn Faff - Dur.: 99' - Produz.: Capella Films

Interpreti e ruoli

Tom Berengen (Dan Merrick), Bob Hoskins (Cus Klein), Greta Scacchi (Judith Merrick), Joanne Whalley-Kilmer (Jenny Scott), Corbin Bernsen (Jeb Scott), Debi A. Monaham (Nancy Mercer), Bert Rosario (Rudy Costa), Scott Getlin (Jack Stanton), Jedda Jones

Soggetto

dopo un pauroso incidente d'auto, Dan Merrick, brillante architetto californiano, dopo essere stato in coma, ritrova a poco a poco le sue fattezze, grazie alla chirurgia plastica, ed il calore della giovane e bella moglie Judith sembra restituirlo agli affetti familiari. Avendo però perduto la memoria circa le sue vicende anche se ha recuperato le facoltà di discernimento, non riesce a sopprimere l'angoscia di improvvisi sprazzi che riguardano il folle volo dell'auto nel vuoto, uno specchio frantumato ed una pistola. Ma i primi dubbi affiorano con la scoperta di foto compromettenti di sua moglie con Jack Stanton. Da una fattura in sospeso di ben settemila dollari scopre che, prima dell'incidente, egli aveva assoldato l'investigatore privato Cus Klein per accertare la relazione di Judith con questi. Anche Jenny Scott moglie del socio in affari di Dan, Jeb, conferma la relazione tra i due, nonché rivela che lei e Dan erano a loro volta amanti. Frattanto Stanton via fax fissa un appuntamento con Judith, e Dan e Klein vedono la donna scendere davanti all'hotel scelto per l'incontro e poi giungere l'automobile Porsche di Stanton con a bordo un uomo, che subito dopo si allontana velocemente. Dopo un drammatico inseguimento nel bosco il presunto Stanton spara al detective. A casa, Dan vede rientrare la Porsche, a bordo c'è Judy che gli spiega che in realtà lui, Dan, ha ucciso Stanton: insieme lo hanno portato ad un relitto di nave per farlo dissolvere negli acidi, e lei ha finto di essere Stanton per depistare Klein. Mentre Judith esce, Jenny chiama Dan pregandolo di raggiungerla. Ma quando egli giunge la donna è stata assassinata. Klein, sopraggiunto, sospetta dapprima l'architetto ma qualcosa lo spinge a recarsi con lui al relitto: qui Dan ha la sorpresa di trovare il cadavere di sé stesso, perfettamente conservato. Pertanto lui non può essere che Stanton. Arriva Judith e spara a Klein, che piomba in acqua. Mentre fuggono in auto, aiutato dallo shock subito, Stanton ricorda finalmente la verità: è Judith ad avere ucciso Merrick, dopo l'ennesima lite furibonda. Stanton è arrivato un istante dopo il delitto, ha aiutato Judith ad occultare il cadavere nel relitto, ha guidato ubriaco la macchina uscendo di strada e sfigurandosi il volto e perdendo la memoria. Stanton cerca di persuaderla a costituirsi, e giunge a minacciarla con la pistola: al che Judith lancia la vettura verso il parapetto, e mentre Stanton riesce a saltar giù, ella si sfracella sugli scogli sottostanti.

Valutazione Pastorale

se lo scambio di persona non è cosa nuova, se si son visti altre volte sullo schermo matrimoni apparentemente idillici che cominciano a rivelare oscure ombre inesplorate, se la presenza dell'immancabile investigatore privato non può certo stupire, ci pensano il ritmo serrato e la bravura di Berenger, ma soprattutto di Hoskins a rendere il film interessante. La Scacchi è donna di indiscutibile bellezza, ma le sue doti di interprete, mai esplose, in verità, rimangono anche qui nel ruolo svolto a sufficienza. Con lo scorrere dei fotogrammi la verità comincia a farsi strada nello spettatore, anche perché diventa l'unica soluzione possibile del "giallo" proposto, per cui il tentativo del regista di vivacizzare la suspence ad ogni costo, specie dalla messinscena del finto Stanton in poi, risulta vano. Bene le scene d'azione, buona la livida fotografia, e naturalmente ampia discutibilità dell'argomento, in verità notevolmente scabroso, anche se Petersen non abusa delle occasioni, certo copiose, fornitegli dal copione.

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