PROVINCIA MECCANICA

Valutazione
Ambiguità, Discutibile, dibattiti
Tematica
Educazione, Famiglia - genitori figli, Lavoro, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Stefano Mordini
Durata
107'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Fabio Barovero
Montaggio
Massimo Fiocchi

Orig.: Italia (2004) - Sogg. e scenegg.: Silvia Barbiera, Stefano Mordini - Fotogr.(Panoramica/a colori): Italo Petriccione - Mus.: Fabio Barovero - Montagg.: Massimo Fiocchi - Dur.: 107' - Produz.: Medusa Film.

Interpreti e ruoli

Stefano Accorsi (Marco Battaglia), Valentina Cervi (Silvia Battaglia), Ivan Franek (Dragan), Adele Ferruzzi (Sonia Battaglia), Lorenzo Zanetti (Davis Battaglia), Miro Landoni (Quarto), Luisa Pasello (Gabriella), Barbara Folchitto (madre di Silvia), Giacomo Piperno (padre di Silvia)

Soggetto

Giovane coppia con due bambini, Marco e Silvia conducono la vita quotidiana secondo schemi spesso imprevedibili e immotivati. Marco lavora sul porto, spesso in orari notturni, Silvia sta a casa e si occupa dei figli a modo suo, non mandandoli a scuola, respingendo la visita dell'assistente sociale, entrando in liti sempre più accese con la mamma. Un giorno, portato a casa il collega di lavoro Dragan, Marco lo invita a restare con loro anche per la notte. Succede che Silvia ha un rapporto con Dragan, non dice niente, resta incinta e, quando il bambino nasce, la paternità risulta evidente. Marco perde il controllo di sé, Silvia va via di casa, l'assistenza sociale prende in cura i bambini, la famiglia si disgrega. Restato solo, Marco però capisce di non poter fare a meno della moglie. Tempo dopo, in occasione di una corsa podistica, Marco si unisce al gruppo, vede Silvia con i bambini, si ferma , li saluta, poi riparte. Forse li aspetterà al traguardo.

Valutazione Pastorale

Incomunicabilità, disperazione, fuga dalla realtà: i temi portanti della storia sono palese e non confondibili. Si torna nella Ravenna antonioniana de "L'avventura" e si fanno di nuovo i conti con smagliature esistenziali assai profonde. A dire il vero, lo spaccato della vita di provincia sembra ridotto e non del tutto pertinente. I due protagonisti esprimono ribellione da un lato e desideri dall'altro senza però avere un progetto, senza una linea alternativa da indicare. E' forse una nuova forma di solitudine che non trova reti sociali con cui confrontarsi? O sono magari due vite (una coppia) che narcisisticamente si avvitano su se stesse, non riuscendo a far coincidere le motivazioni dello star male con le problematiche espresse? L'esordiente regista Mordini affronta una materia difficile ma commette l'errore di lavorare per accumulo (tutta la parte della 'maga' televisiva) e poi non sa come uscirne. Il finale così resta sospeso tra possibile recupero e rinuncia definitiva. Ne esce u8n quadro d'insieme che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come discutibile, affidato a qualche ambiguità e comunque utile per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare come avvio alla riflessione sul tema centrale della situazione delle giovani coppie italiane, oggi.

Le altre valutazioni

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